Mario Landini, presidente di Confesercenti
Mario Landini, presidente di Confesercenti
AREZZO "Noi ci stiamo ad aprire il primo maggio". Confesercenti si nallinea ed è il presidente Mario Landini a sancire l’adesione alla protesta del del commercio, del turismo e dei servizi. E questo avvidene quando in consiglio regionale passa all’unanimità una mozione per chiedere il ristoro per tutti i danneggiato dall’annuncio tardivo della chiusura per il giorno di San Valentino. La protesta del primo maggio è così spiegata da Landini: "Non è più possibile andare avanti, le categorie sono allo stremo ed è giusto dare un segnale forte al Governo". Auspica, il leader di...

AREZZO

"Noi ci stiamo ad aprire il primo maggio". Confesercenti si nallinea ed è il presidente Mario Landini a sancire l’adesione alla protesta del del commercio, del turismo e dei servizi. E questo avvidene quando in consiglio regionale passa all’unanimità una mozione per chiedere il ristoro per tutti i danneggiato dall’annuncio tardivo della chiusura per il giorno di San Valentino.

La protesta del primo maggio è così spiegata da Landini: "Non è più possibile andare avanti, le categorie sono allo stremo ed è giusto dare un segnale forte al Governo". Auspica, il leader di Confesercenti, "di non dover ricorrere a questa forzatura ma di poter vedere alzare le saracinesche prima della fine del mese. Ci aspettiamo nelle prossime ore rassicurazioni per le riaperture di bar, ristoranti, fiere, mercati e di tutti i settori senza lasciare nessuno indietro. Se invece prevale la linea di attesa, aderiamo all’apertura del primo maggio convinti che le categorie debbano rimanere unite". E lunedì 10 l’associazione sarà in piazza della Signoria a Firenze a fianco degli ambulanti, "le condizioni per tornare a lavorare in sicurezza . conclude Landini - ormai ci sono. Le categorie sono attente e scrupolose, lasciateci lavorare".

Di pari passo la richiesta dei ristori di San Valentino. Così il consigliere regionale di Fdi gabriele Veneri: "E’ stata approvata la nostra mozione, con emendamenti, che impegna la Regione ad attivarsi con il Governo per immediati e adeguati ristori per tutte le attività commerciali ed economiche che, in occasione di San Valentino, sono state danneggiate dalla tardiva comunicazione del passaggio della Toscana in arancione, in relazione non solo ai mancati guadagni ma soprattutto alle spese sostenute". Veneri chiede di risarcire i gestori di bar e ristoranti "per coprire i danni relativi a ordini alimentari inutilizzati ed alle numerose prenotazioni annullate". E ancora: "Decine di milioni di scorte alimentari gettate via, San Valentino poteva essere un’occasione per far avere ai ristoratori dei buoni incassi che avrebbero contribuito a non peggiorare la situazione".

Sulla mozione approvata interviene anche il capogruppo del Pd in consiglio regionale Vincenzo Ceccarelli. "Il passaggio della Toscana da zona arancione a zona rossa avvenuto il 14 febbraio e comunicato con ritardo, solo due giorni prima, ha provocato un danno oggettivo al mondo della ristorazione – spiega - Infatti molti ristoratori e altri esercizi commerciali furono costretti a rinunciare a prenotazioni in occasione di San Valentino, avendo anche effettuato provviste alimentari e quant’altro. E’ giusto che il governo disponga un ristoro specifico rivolto ai gestori di bar e ristoranti per coprire i danni relativi a ordini di provviste inutilizzate, oltre che derivanti dalle prenotazioni annullate. Con questo atto diamo impegniamo la giunta regionale ad attivarsi nei confronti del Governo per chiedere questo doveroso riconoscimento".