Arezzo, 24 ottobre 2014 - Si scrive via Mecenate, si legge via della prostituzione notturna. E’ qui infatti, in pieno centro, che si è spostata la secolare pratica che ogni sera vede sbarcare per strada ragazze di varie nazionalità. Cambia, si allarga e si diversifica infatti la mappa cittadina della prostituzione. Con una trentina di ragazze ormai volti noti per le forze dell’ordine. Tutte giovani schedate e appartenenti a nazionalità diverse. In città in particolare ci sarebbero sei o sette nigeriane, mentre per il resto si tratterebbe di ragazze tutte provenienti da Albania e Romania. E se via Mecenate rappresenta adesso l’ultima frontiera di questo illegale mercato, non è la sola strada interessata dalla pratica della prostituzione e dal degrado che ne consegue per una zona cittadina. La mappa del fenomeno è il risultato dei pattugliamenti degli ultimi anni effettuati regolarmente dalla polizia municipale.

Di fronte al parcheggio Mecenate e a lato del complesso scolastico di via XXV Aprile infatti, si è spostata negli ultimi tempi la prostituzione notturna che prima era una prerogativa esclusiva di via Leonardo da Vinci, in zona Esselunga per intendersi. Non che da qui sia sparita del tutto, ma la pratica si è comunque avvicinata al centro cittadino. Urla, schiamazzi e auto di passaggio sono la prassi a cui assistono i cittadini di questa centralissima zona.
Le altre? San Zeno resta il centro nevralgico del mercato notturno della prostituzione e il luogo dove gravitano sia ragazze che transessuali. Mentre la zona del Torrino si conferma da anni quella interessata dalla prostituzione diurna su strada.

E le forze dell’ordine che quasi quotidianamente sono impegnate su strada per combattere il fenomeno della prostituzione con lo strumento delle multe salate a clienti avventori e ragazze che la praticano, hanno fatto una mappatura non solo dei luoghi in cui si sviluppa questo mercato illegale, ma anche delle zone in cui si consuma. Così se è facile abbordare una prostituta in via Mecenate o a San Zeno, è altrettanto facile scovare clienti e ragazze appostati in macchina in alcuni precisi luoghi della città. Quali sono? Nel parcheggio del supermercato Esselunga o in quello di via Tricca, e ancora nel parcheggio della Cadla, nelle colline di San Cornelio o in zona cimitero a San Zeno.

Sulla strada negli anni si sono avvicendate ragazze di tutte le nazionalità, con una propensione per l’Africa e l’est Europa. Negli ultimi tempi sono una trentina quelle stabili in città che le forze dell’ordine conoscono ormai per nome. Di queste circa sei o sette sono nigeriane. In questo caso si tratterebbe di ragazze che esercitano “l’antico mestiere” in autonomia, che spesso arrivano in città con il treno da Firenze la sera, per ripartire la mattina successiva. E che spesso alternano alla prostituzione, con cui arrotondano lo stipendio, altri lavori saltuari. Discorso a parte per le ragazze dell’est che si spartiscono l’altra fetta di mercato.
Circa una ventina tra rumene e albanesi, queste ragazze sono nella maggior parte dei casi controllate dai loro protettori. Si tratta di gruppi di veri e propri criminali che spesso vengono in collisione tra loro per il controllo su determinate porzioni di territorio. Le ragazze sono controllate tramite le chiamate constanti sui cellulari e attraverso la distribuzione di preservativi, i loro “protettori” le tengono d’occhio e conoscono ogni sera così il numero esatto di clienti.