ALESSANDRO
Cronaca

Presidi, ecco perché le quote non servono

In Italia l'83% degli insegnanti è donna. Per cambiare questa situazione, si propone di aprire i concorsi a persone con competenze amministrative e manageriali, ma anche con una formazione pedagogica. Un passo avanti per la scuola italiana.

Presidi, ecco perché le quote non servono

Presidi, ecco perché le quote non servono

Artini *

È noto che gli insegnanti in Italia siano per la stragrande maggioranza donne: si parla dell’83% in generale, con le maestre elementari che arrivano addirittura al 95%. Questo per effetto di orari di lavoro che si conciliano con la gestione della famiglia che da noi è ancora affidata in gran parte alle donne, forse in misura maggiore rispetto ad altri Paesi. In più abbiamo una legislazione scolastica vecchia di quasi mezzo secolo e che quindi non risponde, necessariamente, alle rinnovate esigenze educative. Credo che per uscire dalla necessità di stabilire spazi anche per gli uomini nella scelta dei nuovi presidi si debba allargare il campo della scelta per i dirigenti scolastici anche a coloro che non sono professori di ruolo. Il pregio di questa norma è che ci sono presidi che conoscono perfettamente la macchina scolastica perché ne fanno parte da anni, ma aprire i concorsi anche a chi docente non è permetterebbe alle scuole di poter contare su competenze amministrative e manageriali, salvaguardando l’esigenza che i candidati abbiano una formazione di carattere pedagogico. Penso che sarebbe un passo avanti che potrebbe far crescere davvero la scuola italiana, anche al di là delle "quote blu".

* presidente toscano dell’Associazione Presidi Anp