Albano Ricci

Arezzo, 8 novembre 2018 - Non è stato fortunato Albano Ricci, segretario provinciale nel periodo più nero del Pd. E dopo l’ultima sconfitta ha deciso di di dire basta. Conserviamoci ancora un minimo margine di incertezza, ma il dado pare ormai lanciato e la faccia che uscirà dice una parola: dimissioni. Ricci, come emerge da fonti interne a lui vicine, è deciso a lasciare la guida del partito e formalizzerà l’addio nella direzione provinciale convocata per stasera.

Non è una sorpresa in senso stretto, il gesto era nell’aria fin dalla serata da incubo dell’elezione del nuovo presidente della Provincia. E la seria possibilità che si andasse verso questo esito era stata ipotizzata dal nostro giornali già all’indomani. «Numeri alla mano eravamo maggioranza - aveva detto Ricci - eppure siamo riusciti a perdere dando una dimostrazione di mancata compattezza e di estrema fragilità.

Un’astensione pesante, assenze, superficialità, conti che non tornano. Ancora una volta emerge tutta la nostra debolezza». Aveva anche parlato di azzeramento indispensabile e dunque il lancio della spugna appariva più che probabile. Negli ultimi giorni il proposito sarebbe giunto a maturazione proprio in concidenza con la direzione. Non è facile adesso capire cosa potrà succedere fra i Dem, scottati dalle ultime prove elettorali, dai personalismi e dai dissidi correntizi che hanno portato all’ultimo imprevisto tonfo, ovvero la sconfitta del candidato Ginetta Menchetti, sindaco di Civitella, e la conseguente vittoria di Silvia Chiassai Martini, sindaco di Montevarchi ed esponente di spicco del centrodestra aretino.

Il disagio interno al Pd è palpabile, la stessa Menchetti aveva pronunciato senza girarci intorno la parola tradimento. Anche Riccil’aveva in qualche modo evocata, pur richiamando a un ragionamento i compagni di cordata. Un caso Arezzo, dunque? Sì, almeno secondo Valerio Fabiani, uomo della sinistra del partito in Toscana, battuto alle regionali dalla renziana Simona Bonafè.

Sì - ha detto - soprattutto in relazione al fatto che nelle altre città in cui si sono svolte le elezioni provinciali, i consiglieri del Pd chiamati al voto non si sono tirati indietro e hanno portato a casa il risultato. Qui non è accaduto e Albano Ricci, con le dimissioni, va a segnare un punto di svolta pur se l’orizzonte è nebuloso. Possibili vari scenari, che vanno dal proseguimento di una contrapposizione tra aree che ha caratterizzato le ultime stagioni, fino a una pace, non si sa fino a che punto armata, per rimettere insieme i pezzi sparsi della sinistra.