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6 mag 2022

Nuove Acque, conto alla rovescia per Grassi

Spunta l’ipotesi slittamento a settembre. Riunioni in casa Lega per decidere se manterrà il doppio incarico: presidente e commissario

Il commissario provinciale della Lega, Matteo Grassi
Il commissario provinciale della Lega, Matteo Grassi
Il commissario provinciale della Lega, Matteo Grassi

Il nome in pole per la presidenza di Nuove Acque, a pochi giorni dall’assemblea, resta quello di Matteo Grassi, avvocato e attuale commissario provinciale della Lega ma la successione dell’uscente Paolo Nannini, indicato dal centrosinistra ma apprezzato in maniera trasversale, potrebbe riservare sorprese anche sulla tempistica e sul rimescolamento delle carte all’interno dei salviniani che sembrano non viaggiare compatti come prima.

Lo dimostra anche l’ultima riunione dei consiglieri comunali di Arezzo dei giorni scorsi e non solo. La senatrice Tiziana Nisini, punto di riferimento in terra di Arezzo, non si era sbilanciata sui nomi. La vicesindaca Lucia Tanti ha detto che deve prevalere la ’competenza’. L’area Lega ha posto invece il problema della doppia-carica in capo a Grassi: sarebbe disposto a lasciare il ruolo di commissario per una Partecipata che, comunque, è una delle più ambite. La questione è attentamente monitorata anche dal commissario regionale Mario Lolini. Il 10 maggio è fissata l’assemblea e in quella data, dovrebbero esserci sul tavolo le due liste di centrodestra e centrosinistra che sembra, a differenza degli altri anni, viaggeranno separate. La maggioranza, circa il 53% delle quote è detenuta da 30 comuni aretini e 5 della provincia di Siena. Il resto delle quote è in mano a un gruppo di privati che esprime l’amministratore delegato e che si occupa in sostanza della politica industriale di Nuove Acque. E proprio ieri è rimbalzata la notizia di un’indagine che coinvolge il membro indicato da Acea, uno dei soci privati nell’ambito di un’indagine della procura di Benevento sui sistemi di depurazione che va avanti da mesi. Il nuovo Cda sarà composto da 9 membri, 4 in quota privata e 5 in quella pubblica.

Che succederà il 10? Le ipotesi restano più di una. I comuni potrebbero convergere su Grassi che poi si vedrà in casa il discorso dell’eventuale successione come commissario. Non è escluso che la maggioranza delle quote dei comuni possano convergere nuovamente su Paolo Nannini che come detto gode di apprezzamento anche da alcuni sindaci del centrodestra. Terza ipotesi: l’assemblea potrebbe decidere di aggiornare il punto sul rinnovo del cda a settembre. In quella data sarà ormai risolto il nodo-Estra, ovvero la decisione del Tar sul ricorso presentato da Francesco Macrì contro la delibera Anac che l’ha fatto decadere.

Con la Lega in Nuove Acque e Arezzo Casa, Forza Italia in Atam, Ora Ghinelli in Coingas a Fratelli d’Italia resterebbe infatti solo (si fa per dire) il colosso del gas. Se il tribunale reintegrerà Macrì non ci saranno problemi almeno fino ad aprile 2023 se invece il merito della discussione dovesse andare male FdI vorrebbe indicare un altro nome. Ma attualmente in rappresentanza di Arezzo c’è un professionista, Giovanni Grazzini e non è affatto scontata un’ulteriore modifica in seno al Cda.

Eri.P.

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