Arezzo, 20 aprile 2019 - Il ladro entra, salta agilmente il bancone, apre di scatto i cassetti, rovista a caccia dei cellulari, risalta il bancone. Un fruscio in sottofondo fa da colonna sonora a questa sorta di colpo in diretta ripreso dalle telecamere. Siamo al negozio Euronics di Foiano.

«Più di così non possiamo fare». È il laconico e sconsolato commento di Fabrizio del Serra, titolare del negozio Euronics di Foiano ripetutamente saccheggiato dai ladri, l’ultimo episodio giovedì notte con la razzia di smartphone. L’imprenditore cortonese si trova all’estero per questioni di lavoro.

Dal punto vendita de Le Farniole una banda di romeni ha portato via merce per 50 mila euro, poi ci sono i danni e i muri da rifare. In una anno questo è il terzo clamoroso furto, dopo la spaccata con l’auto lanciata dentro il punto vendita del 2018, il 20 marzo i ladri colpirono a picconate le pareti del negozio, portando via una refurtiva come quella di due notti fa.

Salvo invece il caveau, dove vengono custoditi i pezzi più costosi, ma dichiara del Serra: «È impossibile pensare di smontare le vetrine ogni sera, non possiamo mettere nel bunker tutti i telefoni, l’unica cosa che possiamo fare come titolari delle attività è quella di mettere in condizione i malviventi di intrattenersi nei locali il minor tempo possibile».

L’ultimo episodio non è stato il peggior colpo subito dal titolare, il mese scorso dalla rivendita Euronics di Spoleto i ladri hanno fatto sparire 350 telefoni cellulari, un danno di quasi 200 mila euro, in quel caso i malviventi hanno avuto modo di razziare a tappeto tutto quanto era presente. Lasciare poco tempo a disposizione delle bande è l’unica arma a disposizione, anche se l’incrocio dei codici Imei (le targhe dei telefonini) potrebbe limitarne l’utilizzo e quindi rendere più difficoltosa la ricettazione, almeno nei paesi che già prevedono la possibilità di oscurare il traffico dai dispositivi nelle black list.

Il titolare spiega che il punto vendita è dotato di allarmi bidirezionali collegati con ponti radio verso la vigilanza e gsm con i carabinieri, allo studio la possibilità di installare un sistema di generazione di fumo nebbiogeno.

«Oltre questo non credo possiamo andare – afferma il titolare – Altra cosa sono le normative che allo stato attuale non consentono alle forze dell’ordine di poter intraprendere azioni di fermo assicurando alla giustizia i delinquenti, inoltre le stesse forze dell’ordine non sono di numero adeguato per coprire territori soggetti a questo tipo di furti».