La folla per il Corso
La folla per il Corso

Arezzo, 8 dicembre 2019 - Agli artigiani brillano gli occhi e gli occhiali. Per un sabato, e che sabato, si ritrovano davanti il pubblico delle grandi occasioni. Un po’ meno i creativi di Guido Monaco: la piazza è centrale come una salsiccia nella polenta ma pare perennemente fuori dai percorsi turistici. E pensare che lì approdano anche i bus navetta di Atam, quelli riservati ai clienti del Baldaccio.

Gli appassionati ci arrivano, e fanno bene perché ci sono idee regalo altrove introvabili, la grande folla no. E solo una piccola parte raggiunge le botteghe di via Bicchieraia: lì siamo davvero al colmo, dieci metri più in qua c’è il fiume in piena di chi sale e di chi scende dal lato della Pieve. Ma quei dieci metri sembrano più lunghi dei cantieri della Due Mari, anche se poi i più attenti vanno e comprano.

Tutto cambia nel chiostro della Biblioteca. Per la prima volta ospita un mercatino di artigiani e si ritrovano davanti la calca. Un angolo di centro sempre poco valorizzato. E pensare che nella filosofia dei mercatini del nord c’è quasi sempre uno spazio a ridosso dei banchi tirolesi riservato alle idee regalo alternative. Il debutto fa appannare gli occhiali, sempre che li portino, degli operatori:oggi il bis.

Ma intanto in giro la caccia al regalo è partita. Caccia è un termine forte, per ora siamo alle prime schermaglie. Però la sensazione di una settimana fa, quando dietro le vetrine cominciavi a vedere non solo i commercianti e i loro parenti, si conferma. Si conferma in scala, perché ormai gli sconti del Black Friday sono evaporati: però la classifica si muove. Come al solito ad aprire la strada sono l’oggettistica e il mondo variegato dei profumi e dell’intimo, lì dove i negozi sono pieni davvero.

Gli altri cominciano a riprendere un pizzico di fiducia. E fa in tempo a raggiungere il grupppo anche «Dan John», la nuova catena del Corso, tutta moda maschile, fa il pieno di curiosi. Si difende anche il mercatino di San Jacopo e Risorgimento: anche se è più a ridosso del Natale che i banchi cominciano a fare da «miniera» di piccoli regali. Nella due giorni e solo nella due giorni galoppa il mercatino dei Portici: tartufi e oltre, o lo prendi in questo weekend o non lo prendi più.

E di sicuro dà una sferzata a via Roma, e perfino a piazzetta sopra i Ponti, che per una volta vede gente affluire anche dalla piccola galleria affacciata sul Corso. Merito di una segnaletica che quest’anno collega bene i vari angoli della città di Natale. Fino al Prato, lì dove i banchi hanno fatto la scorta dell’anno. Uno dei più gettonati, l’unico dove le code si allungano stile tirolesi, ha fatto scorta di mille panini.

Mille, non uno di meno, e tutti preparati da un forno speciale in provincia di Firenze. Una settimana fa nel pomeriggio erano andati a caccia tra i panifici per aver finito le «munizioni». Beh, erano appena cinquecento. Ci vuole ben altro per saziare la grande fame del popolo di Natale.