Quotidiano Nazionale logo
4 mag 2022

Morto sulla E45, i familiari cercano testimoni

Parla il genero di Geremia Rubechi, l’anziano di Pieve. "Non può aver causato lo schianto da solo". Proposta azione legale contro Anas

pieve santo stefano
Cronaca
Le conseguenze dello schianto lungo la E45 dove il 9 aprile scorso ha perso la vita l’anziano di Pieve
Le conseguenze dello schianto lungo la E45 dove il 9 aprile scorso ha perso la vita l’anziano di Pieve
Le conseguenze dello schianto lungo la E45 dove il 9 aprile scorso ha perso la vita l’anziano di Pieve

di Fabrizio Paladino

"E’ passato quasi un mese dalla tragica morte sulla E45 di mio suocero e ancora non sappiamo niente sulla dinamica dell’incidente: come famiglia facciamo un appello a chi ha visto qualcosa, a un testimone che transitava da quelle parti".

Sandro Graziotti è il genero di Geremia Rubechi, l’ex autotrasportatore 79enne di Pieve Santo Stefano che nel primo pomeriggio del 9 aprile ha perso il controllo dell’auto proprio spostandosi da una carreggiata all’altra all’inizio di uno dei numerosi cantieri della superstrada. La conseguenza è stata che la sua Opel ha poi travolto la Peugeot proveniente dall’opposta direzione provocando l’impatto fatale per l’anziano.

"Sembra che la colpa sia stata soltanto sua – prosegue Graziotti, marito dell’unica figlia di Rubechi, Barbara – E comunque, per fare luce su quanto accaduto quel maledetto giorno, ci siamo affidati a un un legale. Sono transitato proprio l’altro ieri sulla E45 in direzione Cesena e adesso tutti i cantieri sono in perfetto ordine; l’impressione è come se prima della tragedia qualcosa non fosse stato a posto".

Nelle ore immediatamente successive all’incidente, aveva fatto discutere la "trasformazione" di una buca in mezzo alle due carreggiate dove è transitata l’auto di Rubechi che subito dopo si è schiantata con un altro mezzo.

"Era stata coperta al volo, come testimoniano alcune immagini: non abbiamo saputo nulla e anche di questo, qualcuno ci deve dare una risposta. Ma, soprattutto, cerchiamo testimoni: potrebbe essere stato un terzo veicolo a causare l’improvvisa manovra da parte di mio suocero".

Graziotti inoltre specifica che ancora sulle indagini "nessuno ci ha detto niente; l’auto resta sotto sequestro, l’autopsia non è stata effettuata, solo un’ispezione cadaverica".

"Chiedo anche all’avvocato della coppia di umbri residenti tra Foligno e Assisi, rimasti coinvolta e che ora, fortunatamente, stanno bene, di poter eventualmente fare un’azione comune contro Anas a causa delle condizioni di quel cantiere tra Pieve e Sansepolcro che mio suocero conosceva bene perchè spesso raggiungeva Città di Castello per trovare i suoi nipoti".

Resta una situazione "emotivamente difficile per tutti noi – conclude Graziotti – anche perchè ci troviamo ad affrontare questa grande tragedia familiare senza sapere, in realtà, come sono andate le cose. Vogliamo giustizia, Geremia se lo merita".

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?