La mamma di Carlos
La mamma di Carlos

Arezzo, 13 agosto 2019 - «Davanti a casa c’è il cimitero dove Carlos è sepolto: lui è sempre con me». Teresa risponde con la dolcezza di una mamma ferita nell’anima ma che non ha perso il tatto infinito di una grande famiglia e di una civiltà. Peruviana come il figlio Carlos, da un anno convive con il dolore più terribile. «Gli avevo preparato io la valigia per partire: ricordo ancora quei momenti. Da allora non l’ho più rivisto».

Lo schiaffo del destino, che spesso sembra accanirsi con i migliori. Un ragazzo di 27 anni e chi lo conosceva fatica a ricordarsi un mese nel quale non abbia lavorato. «Era un lavoratore vero, instancabile». Pausa, una delle pause dolenti alle quali mamma Teresa affida il suo dolore infinito. «E’ bastata una vacanza di quattro giorni a portarmelo via».

Con lei c’è una grande famiglia: il marito Epifanio che continua a lavorare in una pasticceria di Subbiano, la stessa nella quale aveva avuto la notizia terribile. A piccole dosi. Prima la tragedia del ponte di Genova, poi il fatto che il figlio fosse tra i dispersi. Fino alla conferma, amara come il fiele. E’ passato un anno.

«No, dallo Stato non ho avuto notizie» dice quasi tra parentesi la mamma, ma solo se glielo chiedi. Non hanno mai fatto della morte un motivo di rabbia, nè i genitori di Carlos nè i parenti di Stella. Tutte e due le famiglie rinunciarono ai funerali di stato ma solo per tenersi i figli stretti a sè, per vivere l’addio nel modo più familiare. Mai hanno alzato la voce, mai hanno preteso qualcosa. Strette come il destino dei loro ragazzi aveva voluto. La presenza incrociata ai due funerali, lo stesso dolore, le stesse lacrime.

«In questi giorni è come se rivivessi tutto un’altra volta» confida la mamma. Anche se la fede, per lei come per la famiglia di Stella, è una compagna di strada. «Mercoledì pregheremo per Carlos e per Stella in una Messa a Capolona». A celebrarla, come per i funerali, sarà don Giuliano Francioli. «E’ una famiglia di poche parole ma di grandi sentimenti e di grandi emozioni: ho fatto di tutto per essere al loro fianco, bastano i gesti, gli abbracci, non servono grandi discorsi». Non li aveva fatti al funerale, on li farà domani sera.

«La mia vita è cambiata totalmente in un anno» confida la mamma di Carlos. Non solo la vita. «Non riesco più ad essere la stessa, non riesco a gioire di nulla». Ed è uno strappo pesante, anche alla luce delle foto del ragazzo. Sempre sorridente, franco, diretto. Una sua foto è accanto al forno a legna degli Ostinati, il locale dove lavorava in via Crispi fin dall’apertura, dopo aver cominciato al Castello di Valenzano.

I genitori spesso vanno lì nelle serate che sarebbero state importanti per il figlio. E a tavola amano sia lasciato un posto anche per lui. Mercoledì mattina saranno a Genova, insieme alle famiglie di tutti gli altri ragazzi morti nel crollo di quel ponte maledetto. Ognuna con il proprio dolore, ognuna con i propri ricordi, ognuna con una foto dalla quale fare memoria.

«Non aveva mai fatto del male a nessuno» sussurra la mamma prima di salutarci. Avverte l’ingiustizia che le è piombata addosso: ma ha occhi e cuore solo per ciò che ha perso. E che prova a ritrovare in ogni istante della sua vita.