Gattino salvato
Gattino salvato

Arezzo 12 giugno 2019 - Non si prendono la responsabilità di sterilizzare le gatte e quando partoriscono l’unica cosa che sanno fare è liberarsi in ogni modo possibile dei cuccioli, strappandoli alla madre. A meno di due mesi dalla loro nascita decine e decine di gatti vengono abbandonati con i metodi più crudeli, chiusi nei sacchetti della spesa e gettati nei cassonetti, costringendoli a una lunga agonia o, pratica sempre più frequente e barbara, gettandoli dal finestrino dell’auto in corsa. L’ultimo episodio poche ore fa al Castelluccio. Un testimone ha raccolto il cucciolo, un piccolo gattino nero portato subito dal veterinario Rossi di Capolona per le numerose fratture riportate. Lo stesso era successo in via Marco Perennio e in altre parti della città e della provincia. In molti casi, per fortuna, le bestiole sono state adottate proprio dalle persone che le hanno salvate. Non sempre, invece, si riesce a prendere il numero di targa.

Questo è il momento delle cucciolate, i canili e i gattili sono pieni, gli appelli alle adozioni si moltiplicano e tutto perchè chi possiede un gatto non vuole o non può farlo sterilizzare. Di certo lasciarli morire di fame, di sete, per asfissia o per strada non è una soluzione accettabile. “il piccolo dovrà subire interventi lunghi, dolorosi e costosi. Noi ci siamo presi carico di tutto e faremo il massimo per farlo stare bene, offrendo le migliori cure. Siamo pieni di cuccioli - fa sapere Claudia dello Scudo di Pan che ha denunciato il fatto di Castelluccio - e non facciamo altro che condividere anche gli appelli esterni. Da noi ne abbiamo ancora una decina da sistemare e quando ne arrivano altri che ancora non abbiamo visitato e quindi devono stare in isolamento, non abbiamo posti dove tenerli. Va considerato poi che in molti casi hanno ancora bisogno del latte della mamma”. Quelli salvati dai cassonetti spesso sono pieni di parassiti e con congiuntiviti così gravi da costringere all’asportazione dell’occhio.

“Tutti noi ci portiamo dei segni che appartengono al nostro passato, possono essere cicatrici evidenti o dolori dell’anima. Ogni essere vivente ha una storia da raccontare, a volte questa storia la raccontano le nostre cicatrici. Come la creaturina di 2 etti per 50 giorni di vita barbaramente gettata in un cassonetto a Marina di Montalto di Castro in condizioni critiche. Ha lottato per vivere e ce l’ha fatta. Ha pagato pegno per errori che non sono suoi. Ha pagato per umani ignoranti e spregevoli. Ma sappiamo che ci sono umani diversi, che sanno guardare col cuore, che non vedono un difetto o una menomazione, ma vedono una storia di vita vissuta e un gattino sano che cerca soltanto la sua famiglia”. Questo l’appello dei volontari di Montalto che lo Scudo di Pan ha fatto proprio per dare una mano nella ricerca di adozioni.

“Non è accettabile, non ne possiamo proprio più di trovarci in queste situazioni disumane - si sfoga Claudia - sterilizzate o evitate di prendere animali se poi non siete in grado di gestire le situazioni! Soprattutto non infliggete questo dolore a piccoli inermi creature. Ci sono molti modi per evitare tutto questo. Chiedete aiuto prima di fare cose del genere. Noi siamo una piccola associazione e non possiamo salvarli tutti se la mentalità e la coscienza delle persone non cambia”.