Tac
Tac

Arezzo, 18 luglio 2019 - La Tac luccicante del Pronto Soccorso, già rodata e funzionante da qualche giorno, viene coccolata come un trenino nuovo in braccio ad un bambino. Un po’ perché è uno strumento che sorpassa di schianto tutti quelli che lo hanno preceduto e non a caso costa 410 mila euro: è un tomografo 64 slice, il che a noi profani cambia poco, ma il direttore di neuroradiologia Duccio Venezia ti fa vedere le immagini a confronto con quella vecchia, c’è la stessa distanza che corre da un dagherrotipo e con meno radiazioni.

Un po' perché è il simbolo di una primavera diagnostica: una risonanza magnetica già rinnovata, la seconda a settembre, in arrivo un angiografo, entro l’anno finalmente la sudatissima Pet-Tac. C’è solo un tasto dolente ma pesantissimo: mancano i radiologi. «Siamo impegnati – spiega l’assessore Stefania Saccardi – al massimo per accelerare i concorsi: abbiamo aperto la partecipazione anche agli specializzandi del quinto anno».

E’ una di quelle specializzazioni che non trova adepti: ma, concordano tutti, gli strumenti servono solo se c’è chi li manovra. Però l’accelerazione c’è tutta. Tra le pieghe dell’annuncio spunta che sono iniziati gli esami notturni: dal lunedì al venerdì anche dalle 20 alle 24, sia pur subordinati alla disponibilità del personale. Prova del nove? E’ stato aumentato un turno di sorveglianza per proteggere il percorso di sera dalla hall alla radiologia.

Con test anche il sabato pomeriggio e la domenica mattina. «Tutto l’ospedale San Donato – assicura il direttore generale Antonio D’Urso – sta crescendo, raccogliendo i frutti del lavoro impostato da Enrico Desideri». Tu lo chiedessi a Desideri, siatene certi, darebbe il merito al suo successore: un «gentlemen’s agreement» che sembra sopravvivere solo tra i direttori generali. In sei mesi ci sono state 4135 Tac al pronto soccorso.

La nuova macchina è aggiuntiva e servirà per le emergenze, del suo reparto e di tutto l’ospedale. Un ospedale al quale l’assessore regionale stacca idealmente l’assegno dei sogni: ventidue milioni di euro. Nove erano già stati confermati nei giorni scorsi, gli altri trovano il testimonial più importante: tutti serviranno a rilanciare complessivamente il blocco operatorio, con le nove sale chirurgiche e l’aggiornamento di quelle attuali.

Mentre in Valdarno, alla »Gruccia, sta per arrivare un altro tomografo nuovo di zecca, luccicante come il «trenino» inaugurato ieri. Tempi ancora indeterminati per i famosi medici «neolaureati». L’assessore conferma che serviranno anche per dare respiro durante le ferie ma ora sono nel pieno del corso di formazione, sarà tanto se arriveranno a settembre.

I tutor, già scelti tra gli attuali professionisti, possono attendere. Lavori finiti al pronto soccorso, lo spazio per le cure intermedie viene già sfruttato, di sicuro non gli farà freddo. Mentre prende corpo la trasformazione del percorso di accesso: addio ai codici colore, avanti con i numeri. Codice rosso suonava sinistro? Il 4 o il 5 forse sono più anonimi. E chissà non si guarisca prima...