La camminata per la bonifica dei siti keu

Sabato a San Giovanni, Legambiente e altre associazioni organizzano una camminata-pedalata per chiedere bonifiche dei 13 siti inquinati da cromo-esavalente, prodotto delle concerie. Inchiesta Dda su traffico illecito di rifiuti, inquinamento, reati. 200mila tonnellate all'anno di sostanze tossiche, cancerogene.

La camminata per la bonifica dei siti keu

La camminata per la bonifica dei siti keu

Legambiente e altre associazioni organizzano per sabato a San Giovanni una "camminata-pedalata" per chiedere le bonifiche dei 13 siti finora individuati come contaminati da cromo-esavalente, il keu scarto di risulta delle concerie sul cui smaltimento la Dda di Firenze conduce un’inchiesta coi carabinieri Forestali e quelli del Noe. L’inchiesta ha rivelato infiltrazioni della ‘ndrangheta oltre a inquinamento e altri reati. Tre dei 13 siti sono nel Valdarno Superiore. L’appuntamento per la camminata e la pedalata denominata ‘Liberi dal Keu’ è fissato per le ore 9 in piazza della Pace a San Giovanni Valdarno. Verrà percorso un anello di 9 km del sentiero 35 del Cai. Invece, per la pedalata l’incontro è sempre alle ore 9 ma alla stazione ferroviaria. Il rientro è previsto alle 12.30. Nell’inchiesta, iniziata nel 2021, la Dda Toscana ha contestato i reati di associazione a delinquere aggravata dall’agevolazione mafiosa, di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, di inquinamento ambientali, di impedimento del controllo da parte degli organi amministrativi e giudiziari. Circa 200mila tonnellate all’anno di ceneri e fanghi inquinanti prodotti da depurazione degli scarichi conciari sarebbero stati smaltiti illegalmente e venivano riversati in terreni agricoli o utilizzati come materiale di sottofondo nei cantieri stradali o di ricopertura nelle province di Pisa, Arezzo, Firenze. Sono materiali a elevata concentrazione di sostanze tossiche, potenzialmente cancerogene, come cromo, rame, zinco cadmio, antimonio e selenio. Nei siti contaminati è stata constatata la presenza anche di arsenico in concentrazione notevolmente superiore a quella consentita dalla legge, in tal caso probabilmente proveniente da scarti di industrie orafe.