Il mosaico di Palazzo Lambardi
Il mosaico di Palazzo Lambardi

Arezzo, 16 ottobre 2019 - Vogliono installare un ascensore e salta fuori un mosaico romano dell'epoca augustea. E' il cantiere a sorpresa del Circolo Artistico, presieduto da Federico Calvelli. L'ascensore era determinante per  la completa accessibilità degli spazi, frequentato anche da anziani e da quanti abbiano una  ridotta capacità motoria.

Alle naturali difficoltà dovute ai vincoli che necessariamente si incontrano nell’intervenire all’interno di un palazzo storico e tutelato, il Consiglio ha dovuto far fronte ad un inaspettato quanto stimolante imprevisto: durante un saggio preliminare effettuato per l’individuazione della fondazione dell’ascensore, è stato rinvenuto al di sotto del pavimento dell’attuale sala mostre del piano terra, un pavimento musivo di epoca romana, che è stato portato alla luce per tutta l’estensione del vano con uno scavo condotto sotto la direzione scientifica di Ada Salvi, funzionario archeologo della soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.

Il mosaico doveva decorare il pavimento di una delle ricche domus romane che, a partire dall’età Augustea, caratterizzavano questa parte di Arezzo, ingranditasi anche grazie al benessere portato dalla produzione delle famose ceramiche in terra sigillata; realizzato in tessere nere con una fascia bianca di delimitazione attorno ai muri, ora scomparsi, che costituivano il vano, era decorato al centro probabilmente da un motivo geometrico, in parte distrutto dall’impianto di un pozzo in epoca post medievale.

Per la tipologia delle tessere il mosaico è avvicinabile a quello, decorato da delfini e oche natanti, rinvenuto pochi anni orsono sotto Palazzo Lambardi, a poche decine di metri di distanza, databile alla fine del I - metà del II sec. a .C.

Il ritrovamento ha comportato una revisione del progetto tanto che il consiglio direttivo del Circolo ha  deciso di valorizzarlo coprendolo con un pavimento in vetro per consentirne la fruizione da parte della cittadinanza.

Si aggiunge in questo modo un altro tassello alla ricostruzione della storia della città, un nuovo sito visitabile che assieme agli altri dislocati in vari punti del Corso e delle sue immediate vicinanze potrebbe entrare a far parte di un circuito tematico su Arezzo in età romana.