Rogo alla Galvanica
Rogo alla Galvanica

Arezzo, 26 ottobre 2021 - Una nube plumbea colora il cielo bianco di inizio autunno. E’ una colonna di fumo densa che proviene dalla zona industriale della città e fa paura: via Grandi dove gli stabilimenti principali dell’economia aretina e le aziende artigiane convivono con i capannoni della new economy alle porte del casello autostradale.

Le fiamme divampano alimentate dagli acidi all’interno della Galvanica Formelli a pochi passi dal raccordo autostradale: è un inferno di fuoco e fumo. Il bilancio di una giornata drammatica sarà di quattro operai lievemente intossicati di cui due portati in ospedale ma subito dimessi, danni ingenti alla struttura e il rischio di inquinamento in aria e nelle acque della Chiana a causa dello sversamento degli acidi necessari per il processo galvanico, che fa uso di acido nitrico, cianuro di potassio, di zinco,di rame.

Tanto che, in nottata, una società incaricata dal Comune ha costruito una diga per contenere la dispersione del liquido ed evitare che dalla Chiana finisca anche in Arno. Solo oggi, all’esito delle analisi dell’Arpat e dei vigili del fuoco, Palazzo Cavallo è pronto a emettere un’ordinanza più puntuale per mettere in sicurezza la popolazione.

Intanto ieri dal Comune è arrivato l’invito a chiudere le finestre, non restare all’aperto anche tra Indicatore e Battifolle (la nube si è spostata a causa dei venti), non consumare frutta e verdura dagli orti, ritirare gli abiti stesi ad asciugare e lavare le ciotole per dare da bere agli animali ma l’Arpat ha già specificato per che chi abita nell’area immediatamente a valle, in particolare a Ponte a Chiani, di non consumare l’acqua dei pozzi e non attingerla dal canale della Chiana.

Le fiamme scoppiano poco prima delle 16. Quando i mezzi dei vigili del fuoco e le ambulanze arrivano di corsa nella zona industriale la città va in tilt. A innescare l’inferno di fuoco è stato probabilmente un guasto elettrico in un piccolo capanno all’esterno del corpo principale dell’azienda. «Abbiamo visto le fiamme divampare, nemmeno il tempo di prendere gli estintori e ci siamo precipitati fuori» racconta un operaio, scampato alla tragedia.

«Mentre scappavo ho visto un mio collega in terra in ginocchio che tossiva, l’ho caricato sulle spalle e siamo fuggiti», aggiunge. Fuori dall’azienda tantissimi giovani con la maglietta verde e il logo della ditta: questa è una fabbrica di ragazzi. In lacrime si abbracciano, perché vedono bruciare una parte della loro vita. Un agente della polizia municipale invita tutti a lasciare l’area, quel fumo che continua ad uscire copioso è pericoloso.

Nel parcheggio a pochi passi dall’azienda, scorrono i sentimenti e le preoccupazioni di quella che pare più una grande famiglia che un’azienda. La Galvanica Formelli nell’ultimo anno è cresciuta del 64,69% e il Sole 24 ore ha inserito la realtà aretina tra i leader della crescita 2021. A guidarla un giovane imprenditore: Alberto Formelli che ieri era lì, davanti al capannone in fiamme, accanto ai suoi dipendenti.

«L’incendio è stato sprigionato da un capanno ma ancora non lo so con precisione», dice. Poca voglia di parlare, tanta rabbia e amarezza. «Come sindacato – dice la Cisl in una nota – stiamo monitorando minuto dopo minuto l’evolversi della situazione. E’ ancora vivo e doloroso il ricordo di quanto danno ha provocato il fuoco pochi mesi fa in due aziende del Valdarno».

La Cisl esprime solidarietà e vicinanza ai lavoratori e all’azienda. In serata, a causa dell’incidente, anche il Pd ha deciso di annullare la direzione del partito che si sarebbe dovuta svolgere al Park Hotel che si trova proprio nei pressi di Battifolle.