LUCIA BIGOZZI
Cronaca

Guerra, bombe sull’oro. L’area intorno al conflitto zona forte dell’export. Frenata negli ultimi mesi

Nel 2022 il valore totale degli scambi commerciali ha superato i tre miliardi. Emirati Arabi primo mercato, poi la Turchia. Pesa l’instabilità in Medioriente.

Le luci sono quelle di un settore che nonostante tempi attraversati da pandemia, inflazione, costi delle materie prime alle stelle, tiene e si conferma motore dell’economia aretina. Le ombre sono quelle che si palesano nelle previsioni calibrate sul secondo semestre del 2023, dove è atteso un rallentamento sugli ordini dai principali mercati che richiedono e comprano gioielli e oreficeria aretina. E sono ombre che si allungano sui primi sei mesi dell’anno caratterizzati da un andamento col segno positivo. La fiera di Vicenza di settembre ha confermato il "tesoretto" con cui gli imprenditori orafi del distretto aretino sono tornati a casa. Il totale dell’export homemade capitalizza una cifra importante, superiore ai numeri del distretto di Vicenza. Ad Arezzo il valore dell’export 2022 supera i tre miliardi di euro (3.175.303.515 per la precvisione) , mentre i "cugini" veneti ne mettono in cassaforte poco più di due (2.118.492.174).

Un dato che rinforza e conferma il primato delle esportazioni aretine sui mercati di riferimento. Tra i primi dieci e in posizione alta nella "classifica" ci sono gli Emirati Arabi che hanno fatto ordini di gioielleria e oreficeria aretina per un valore di oltre settecento milioni (730.134.527) con un’impennata sull’anno precedente pari all’11,9 per cento. Va detto, tuttavia, che il 2022 è stato e forse resterà nella storia più recente del distretto aretino, come un anno record, dopo il rallentamento provocato su scala mondiale dalla pandemia. Un anno record nei fatturati per le aziende aretine. Che nel primo semestre del 2023 mostra una lieve flessione nel dato parziale, ma non tale da preoccupare. Nei primi sei mesi dell’anno il valore delle esportazioni verso gli Emirati Arabi - all’interno dei quali è compreso Dubai, hub strategico per i commerci con Iran, buona parte dell’Asia e India - è pari a 354 milioni, con un -5,7 per cento nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente. Ma la somma del valore delle transazioni commerciali, riporta la bilancia ai livelli del 2022, confermando la tendenza positiva. èì la stessa fotografia che l’analisi dell’ente camerale scatta per un altro mercato che negli ultimi tempi è "esploso" mostrando vitalità e interesse per l’orefceria aretina: è la Turchia. Nel 2022 l’export aretino ha segnato movimenti che hanno generato un valore superiore a 360 milioni con un +35,4 per cento sull’anno precedente. Nei primi sei mesi dell’anno tra i principali mercati di riferimento la Turchia ha sorpassato gli Stati Uniti collocandosi al secondo posto subito dietro agli Emirati Arabi. Gli scambi commerciali nella prima parte dell’anno si attestano sopra i 279 milioni con un +66 per cento che incoraggia e per certi aspetti rasserena gli imprenditori aretini. Ma il futuro, quello dei prossimi mesi, è legato a doppio filo agli scenari in Medioriente. In mezzo, gli effetti del conflitto dopo l’attacco terroristico di Hamas contro Israele, che potrebbero riverberarsi sulla stabilità dell’intero scacchiere. Sono effetti ad ora impossibili da prevedere, ma da misurare col termometro di una stagione complicata in un’area ad altissimo rischio.

Per il momento il settore orafo tiene e rilancia il suo primato di primo distretto in Europa con le sue 1125 aziende, oltre novemila addetti e un tesoretto export che viaggia sopra i tre miliardi all’anno.