Padre Gratien alla penultima udienza

Arezzo, 5 marzo 2016 - Luci sul processo e processo a luci rosse. Sono i due volti dell'udienza in assise sulla scomparsa di Guerrina. Don Arialdo, oltre 80 anni, rievoca uno degli episodi più controversi. La catechista aveva raccontato di un pranzo avvenuto il 7 maggio nel quale aveva parlato con don Arialdo della scomparsa di Guerrina, riportandogli anche i suoi dubbi su padre Graziano. Anche don Arialdo ricorda quel pranzo ma non conferma le dichiarazioni della Mazzoni.

Mi disse, ricorda, che era sparita ma mai la scomparsa venne messa in relazione con Graziano, di lui non si parlò affatto. Ma quel colloquio si legava al famoso sms partito dal cellulare di Guerrina «Tu parli male di un uomo di Dio». Adesso la versione dell’ex parroco di Ca’ Raffaello dà fiato alla difesa.

E le luci rosse? Il consulente informatico nominato dal pm ha confermato che nel pc di Graziano è rintracciabile la fotografia di una suora che mostra le sue parti intime. E nel computer di un altro sacerdote, padre Silvano, c'erano vere e proprie immagini porno. Colore, almeno per ora, che poco ha a che veder con il processo. 

Interessante la testimonianza del maresciallo dei carabinieri di Sansepolcro Lucio Merlini che ha ricostruito la perquisizione avvenuta in canonica il 16 settembre 2014. Nell’occasione, riferisce, fu ritrovato il trolley contente l’astuccio con dentro un assorbente; astuccio attribuito dalle Piscaglia alla sorella Guerrina. Ma la difesa di Graziano confronta la testimonianza con quella del capitano dei Ris Gasparollo. Che non si ricorda di aver notato il primo settembre un trolley nella camera occupata da Graziano. Replica dell’accusa? I  Ris non condussero una perquisizione come quella del 16, bensì un’ispezione alla ricerca di tracce