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Arezzo, 11 settembre 2018 -  Testi scolastici, una giungla per chi li deve acquistare ma anche per chi li vende. Da una parte ci sono le famiglie che mandano i propri figli a scuola, per cui l’acquisto dei testi è la spesa più onerosa con scontrini che per le prime classi di medie e superiori possono lievitare fino a 500 euro tra libri e vocabolari, dall’altra l’onere è anche delle cartolibrerie. Margini di guadagno ridotti all’osso da una parte e una concorrenza spietata a suon di internet e grande distribuzione dall’altra, dipingono il quadro della situazione. Così mentre prima la cartolibreria tradizionale in questo periodo dell’anno era il punto di riferimento per studenti e famiglie, adesso molti ripiegano sui supermercati allettai da sconti e promozioni. Risultato? Molti librai stanno abbandonando o pensano di farlo, il settore dei libri scolastici. E c’è perfino chi accanto al nuovo, si adatta vendendo anche l’usato.

La cartolibreria Gianburrasca di via Vittorio Veneto per esempio da qualche tempo commercia anche libri scolastici usati per stare al passo con la concorrenza. E chi non vende l’usato è comunque stato sfiorato da questo pensiero, per arginare la crisi del libro. “Internet e supermercati sono un bel freno alle vendite di libri scolastiche in cartoleria – dicono in un negozio storico del centro, quella Cartaria Aretina in cui intere generazioni hanno acquistato i testi – Ed è un peccato perché il cartolaio va direttamente alla distribuzione ad acquistare i libri e di sicuro è più veloce nella consegna, ha un’attenzione diversa per il cliente. Noi continuiamo a vendere libri scolastici per tutti, dalle elementari alle superiori ma non nascondiamo che è dura e che abbiamo pensato anche di affacciarci al mercato dell’usato, un’idea poi accantonata perché anche questo settore è una giungla e servirebbe un’attività dedicata solo a quello. Cerchiamo di resistere soprattutto nel mondo del corredo scolastico anche se ormai in pochi acquistano tutto dalla a alla z in cartoleria, mentre so che molti colleghi hanno abbandonato del tutto i libri di testo”. E’ il caso della cartolibreria La Fenice di via Vittorio Veneto che quest’anno si è arresa ai volumi per la scuola. “Da quest’anno abbiamo abbandonato i libri scolastici, la concorrenza della grande distribuzione e di internet è ingestibile – dicono a La Fenice – la gente veniva da noi e pretendeva sconti dal 15 al 25%, quelli cioè che applicano i vari supermercati. Una cosa impossibile visto che i margini di guadagno per noi vanno dal 10 al 17%. Solo se il ricarico aumentasse potremmo pensare di reinserirli, ma così il gioco non vale più la candela. Per questo non vendiamo più i libri di scuola: su mille euro che spendevano per acquistare i volumi, il nostro guadagno magari arriva a a100 euro, ma la spesa per noi era tutta anticipata. Ci vogliono mesi per vedersi rimborsare per esempio i libri delle elementari e anche con medie e superiori non va meglio: molti poi ordinavano i testi e magari non venivano a ritirarli. Se a tutto ciò aggiungiamo i ritardi e le problematiche legate alle case editrici e quindi indipendenti da noi, il settore dei libri di scuola diventa una giungla. Così come la vendita dell’usato è un caos a cui si viene male a capo. Ecco perché ci siamo arresi e da quest’anno invece che i libri scolastici abbiamo inserito l’edicola. Teniamo invece ancora il corredo e tutto l’occorrente per la scuola”.