Eugenio Giani
Eugenio Giani

Arezzo, 4 marzo 2021 - Su col morale, la situazione non è poi così disperata. A dispensare, sia pure con prudenza, un po’ di sano ottimismo è il governatore della Toscana Eugenio Giani, riemerso da un mercoledì pieno di impegni, culminato nella discussione sul Monte dei Paschi.

Presidente, quali colori dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni?
«La Toscana rimane senz’altro in arancione, più delicato il quadro ad Arezzo che giusto ieri si è rivelata, dati alla mano, la seconda provincia più a rischio dietro a Pistoia. Ma credo che alla fine anche Arezzo ce la faccia ad avitare la zona rossa, i numeri mi inducono a nutrire questa speranza».

Qual è a suo giudizio il punto debole della barriera eretta contro il Covid?
«Sicuramente la scuola e infatti aspetto il fine settimana per stabilire se continuare con la frequenza al 50% o passare direttamente alla Dad. In ogni caso è qui che bisogna agire come d’altra parte alcuni comuni anche in provincia di Arezzo hanno fatto. Laddove c’è preoccupazione, quando arrivano le varianti, allora si chiude e si mette un altro argine al contagio. A fine settimana comunque insedierò una commissione per la valutazione del rischio e le decisioni conseguenti».

E’ in diretto contatto con i sindaci?
«Contatti continui. Ho appena parlato con Enzo Cacioli, sindaco di Castelfranco Piandisco’ che ha firmato ieri sera l’ordinanza di chiusura delle scuole nel suo comune».

E gli asili?
«Naturalmente siamo legati al Dpcm e comunque, a oggi, vanno analizzati i casi singoli».

In provincia quali comuni le destano maggiore preoccupazione?
«Nel mirino c’è soprattutto la Valdichiana ed era inevitabile che fosse così data la linea di confine con l’Umbria da cui sono arrivate queste benedette varianti. C’è anche Sansepolcro ma lì mi pare che il quadro non sia affatto in peggioramento. Guardo adesso alla situazione di paesi come Lucignano e Marciano, con la sindaca Roberta Casini ho parlato più volte, con Maria De Palma mi metterò presto in contatto».

Gli ospedali: sono aumentati i ricoveri nelle ultime settimane...
«Sì, però la rete sanitaria sta tenendo ottimamente, ad Arezzo come in tutta la Toscana. A livello generale abbiamo in regione circa 180 ricoverati in terapia intensiva, ma ricordo che ottobre eravamo al picco massimo di 297. E per l’occupazione dei posti letto stesso trend: siamo a 1200 paziente mentre a ottobre erano 2200».

Ci vuol poco a saturare le bolle Covid...
«La potenzialità regionale è però di tremila posti letto, siamo a poco di un terzo di occupazione. Se poi un ospedale dovesse saturarsi, porteremmo i pazienti in un altro. No, la tenuta della rete sanitaria non mi preoccupa».

La gente vuol sapere dei vaccini...
«Io dico agli aretini che l’organizzazione è perfetta, capace di vaccinare il triplo di persone rispetto a quanto si fa attualmente. Purché ci diano a disposizione le dosi. In Toscana potremmo vaccinare 25 mila persone al giorno e mi pare di aver detto tutto».