Arezzo, 12 giugno 2018 - Si allenavano ad aprire casseforti con attrezzi specifici in una sorta di 'palestrà a Santa Croce sull'Arno (Pisa) per poi fare raid nell' aretino, nel senese e, secondo le indagini, anche nel fiorentino. Ad incastrare la banda, composta da 4 georgiani, tra i 30 e i 40 anni, lo scontrino che comprovava l'acquisto di un'attrezzatura ad hoc,  ritrovato sul luogo di un furto avvenuto in un'abitazione di Montevarchi ad agosto.

Da qui gli uomini del commissariato di Montevarchi, di concerto con la squadra mobile di Arezzo e di Siena, sono risaliti fino ai quattro georgiani residenti a Santa Croce di cui due parenti tra di loro. Due sono attualmente in carcere a Pisa dopo l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla autorità giudiziaria di Arezzo e due sono stati denunciati. I furti accertati sono tre, nel caso di Montevarchi con svariate migliaia di euro di refurtiva ma sono in corso indagini per verificare se altri colpi avvenuti con la stessa dinamica siano attribuibili ai quattro stranieri.

Sul luogo del furto di Montevarchi i ladri avevano anche festeggiato bevendo del vino mentre per allontanarsi dai luoghi colpiti usavano auto sempre diverse nella disponibilità di due prestanome del Nord Italia. A uno ne risultavano intestate ben trecento.

L'operazione è stata condotta dagli agenti del commissariato di Montevarchi, in collaborazione con la questura di Arezzo. I ladri per compiere quel furto hanno acquistato una smerigliatrice, oggetto che è stato poi lasciato all'interno dell'appartamento. Da qui il famoso scontrino, errore rivelatosi fatale.

Grazie alle telecamere del supermercato dove era stato acquistato l'attrezzo, infatti, è stato possibile avere le prime immagini dei ladri. I riscontri sulle impronti digitali hanno fatto il resto. Ancora in corso le indagini per collegare, eventualmente, la banda ad altri furti commessi sul territorio.