LUCIA BIGOZZI
Cronaca

Fimer Spa, Giani chiede un pressing istituzionale al Ministero

Il governatore Eugenio Giani chiede un pressing istituzionale per far sì che il tavolo al ministero possa andare avanti in tempi rapidi, dopo la sentenza del tribunale di Milano che ha decretato lo stato di insolvenza di Fimer Spa. La Regione è pronta a partecipare al tavolo istituzionale a tutela dei lavoratori.

Sono ore di attesa per gli operai della Fimer

Un pressing istituzionale per far sì che "il tavolo al ministero possa andare avanti in tempi rapidi". Il governatore Eugenio Giani sottoscrive e rilancia la richiesta dei sindacati dopo la sentenza del tribunale di Milano che ha decretato "lo stato di insolvenza di Fimer Spa" e aperto la porta dell’amministrazione controllata nominando tre commissari giudiziali. La Regione ha seguito la lunga e tribolata storia dello stabilimento di Terranuova, leader nazionale nella produzione di inverter fotovoltaici e ora Giani è pronto a tornare in campo: "Chiederemo di partecipare al tavolo istituzionale a tutela dei lavoratori". Rievocando le tappe della vicenda - pochi alti e molti bassi in una complessa gestione aziendale - il presidente della Regione ricorda l’incontro con gli investitori, i manager del Fondo inglese Greybull Capital-Mc Laren che dopo la sentenza del tribunale hanno confermato l’interesse su Fimer.

"Durante quel colloquio ho avuto l’impressione di assoluta serietà e della loro volontà di rilanciare lo stabilimento valdarnese". Che Giani conosce bene: più volte in questi mesi lo ha raggiunto per portare agli operai la vicinanza delle istituzioni confermando l’impegno dell’ente su quella che è stata definita la seconda più grande vertenza aperta in Toscana, con cinquecento posti di lavoro appesi all’incertezza (tradipendenti e indotto).

Il valore del tempo e di quella che da due giorni è diventata una corsa contro il tempo, Giani lo ha ben chiaro e non a caso dice che "pur nel rispetto delle decisioni assunte dal tribunale di Milano, è necessario accelerare le procedure". Un rallentamento burocratico, inevitabile con la gestione affidata ai commissari giudiziali, in questa fase rischierebbe di trasformarsi in un boomerang per l’azienda che ha bisogno di continuità produttiva. È anche la preoccupazione del governatore che si sostanzia di fronte alla volontà dell’investitore di proseguire nel piano di acquisizione dello stabilimento, nel rispetto della road map già fissata.

Ma in questa partita l’incognita tempo gio ca un ruolo fondamentale. Lo sanno gli operai che chiedono garanzie di stabilità e che i macchinari non si fermino; lo sanno i sindacati perchè nella conta dei giorni hanno già inserito una scadenza che, adesso, rappresenta una nuova "tagliola": a novembre scadono i termini degli ammortizzatori sociali e bisognerà capire come affrontare l’ostacolo (burocratico) per garantire operai e produzione. Sarà uno dei temi che i sindacati porteranno al tavolo del ministero.

"La richiesta ufficiale è già partita e siamo in attesa della convocazione", spiega Ilaria Paoletti della Fim-Cisl. Ma è chiaro che una delle priorità è "capire che tipo di soluzione i commissari intendono valutare per Fimer, cioè se amministrazione straordinaria o fallimento. Noi ci auguriamo la prima strada, considerato che l’investitore c’è ed ha confermato la volontà di andare avanti".

Dietro i cancelli della fabbrica, si attendono fatti.