Toninelli sulla E45
Toninelli sulla E45

Arezzo, 23 marzo 2019 - Dove sono finiti quei milioni? E’ la domanda che da ieri corre, almeno lei, come una freccia da una parte all’altra della E45. Una E45 ferita, chiusa al traffico pesante ormai da settimane, e che conta i danni pesantissimi di uno strappo legato alla fragilità di una struttura in gravi condizioni. Il Governo aveva promesso un rimborso per le aziende danneggiate. E il veicolo sul quale inserirlo avrebbe dovuto essere il Decretone. Ma non ce n’è traccia.

E’ il «Decretone sul reddito di cittadinanza e quota 100» del Governo che ha incassato la fiducia alla Camera: tutto bene ma l’emendamento da 8 milioni per i lavoratori colpiti dalla chiusura dell’E45, promesso nell’incontro di due settimane fa al Ministero del Lavoro tra Governo e sindaci della Valtiberina insieme ai colleghi dell’Unione dei Comuni Valle Savio, non c’è.

Una mancanza che allarma amministratori e forze sociali. Una notizia che non coglie di sorpresa Albano Bragagni, sindaco di Pieve Santo Stefano: «Non mi meraviglia affatto, non ci ho mai creduto, lo dico con onestà – ribadisce – e di conseguenza non mi sono mai fatto illusioni in tal senso. Vedendo come sta girando attualmente il mondo, era difficile crederci, per cui mi «accontento» dei soldi della Regione e di riuscire a rimettere a posto sia la E45 e che la vecchia 3 bis.

Con estremo realismo, arrivo a questa conclusione. Il problema grave, piuttosto, è che non si riesca a riaprire il traffico ai mezzi pesanti: ogni volta c’è un impedimento e i tempi continuano a slittare, per cui la situazione rischia seriamente di appesantirsi ulteriormente. È su questo obiettivo che bisogna batterci».

Più sorpreso Mauro Cornioli, sindaco di Sansepolcro: «In questo caso, si parla di ammortizzatori sociali e quando siamo andati a Roma proprio per affrontare questo argomento ci avevano garantito l’inserimento dello specifico emendamento nel decretone, cosa che invece non è avvenuta. Parlerei pertanto di promessa non mantenuta – afferma il primo cittadino biturgense - fermo restando che tuttora aspettiamo di essere richiamati dal Ministero per affrontare l’altro delicato capitolo, quello dei danni subiti dalle imprese. Come si può dedurre, la questione rimane quindi in alto mare».

Ma sul piede di guerra c’è anche tutto il fronte romagnolo. Che aspetta a piè fermo il 28 marzo, quando si riunirà il tavolo dei sindaci della E45. Attaccano i sindaci, attaccano i sindacati, attacca Legacoop: « Non è avvenuta l’apertura al traffico pesante della E45 e i lavori sono interrotti. Nel vecchio tratto della Tiberina non è stato fatto nulla di quanto annunciato». Più ottimista la Cisl, sempre lato romagnolo. «Il finanziamento per l’E45 dovrebbe rientrare nel Decreto Crescita che il Governo ha promesso di emettere la prossima settimana». E ora sono tutti lì, nella terrazza con vista sulla nuova promessa