E45: trasporti ad ostacoli
E45: trasporti ad ostacoli

Arezzo, 18 gennaio 2019 - «L’Anas si prenda in carico la vecchia statale tiberina così come ha fatto nel tratto romagnolo». L’appello, che è anche un grido di dolore, arriva da Albano Bragagni, sindaco di Pieve Santo Stefano nonché titolare di una grande azienda, la Tratos, multinazionale specializzata nella produzione di cavi ad alta tecnologia. E sono proprio le conseguenze economiche del sequestro del ponte Puleto a preoccupare di più, causa l’estrema difficoltà in cui si vengono a trovare le imprese.

Per bocca del presidente Ferrer Vannetti, altro imprenditore tiberino, la Confartigianato invoca lo stato di emergenza mentre Confindustria, come Bragagni, reclama il ripristino della vecchia statale, unica alternativa valida alla E45. Ma scendendo nel dettaglio, per capire quali riflessi può avere la chiusura della superstrada, ecco alcuni esempi di repentino innalzamento dei costi in carico a un’azienda.

Prendiamo la «Donati Legnami» di Ferrer Vannetti (impegnato anche nel ramo edilizio): dieci autotreni sulla E45 nei momenti clou. Dovendo adesso transitare in autostrada, tra carburante aggiuntivo, pedaggio e tempi di guida l’aggravio è calcolabile nel 10-15%. «Questo - spiega Vannetti - si riflette inevitabilmente sul prezzo finale del prodotto».

E aggiungiamo noi, ma vale per tutte le aziende in genere, ha conseguenze anche sulla competitività dell’impresa rispetto ai concorrenti che i costi aggiuntivi non ce l’hanno. Identico discorso vale per la Tratos, dodici Tir ogni giorno in direzione dei porti del Nordest e dei paesi europei. Si calcola a spanne che un viaggio dalla Valtiberina in Germania arriva a costare dai 400 ai 500 euro in più. Fate i vostri conti, moltiplicateli per tutte le aziende che hanno di questi problemi e vedrete che la cifra finale diventerà astronomica. Insomma, l’imperativo comune è quello di muoversi alla svelta per trovare soluzioni alternative e per coinvolgere le istituzioni.

Se il deputato toscano di Fdi Zucconi chiede chiarezza al ministro Toninelli, Confartigianato si rivolge al presidente della Regione Enrico Rossi, «si confronti rapidamente con il suo collega alla guida dell’Emilia Romagna, per chiederelo stato di emergenza e arrivare presto ad un commissario che possa gestire la situazione.

Lo stato di emergenza consentirebbe di attivare procedure tecniche di sgravio e di ristorno dei costi aggiuntivi legati alla situazione che si è venuta a creare e che allevierebbero in parte le difficoltà delle imprese del territorio». Aggiunge Franco Marinoni, direttore toscano di Confcommercio: «Agenzia delle Entrate ne tenga conto per gli studi di settore. Se infatti, come pare evidente, il problema non si risolverà in tempi brevi, è altamente probabile che le imprese non potranno rispettare i parametri stabiliti».