Il ponte Puleto
Il ponte Puleto

Arezzo, 14 marzo 2019 - I Tir dovranno ancora aspettare prima di imboccare di nuovo il viadotto Puleto, a loro interdetto dal 16 gennaio scorso. Si tratta, per la verità, di un mini-stop legato alle perizie da effettuare nell’ambito dell’inchiesta che ha portato a cinque indagati. Va precisato subito che non si tratta di interruzione dei lavori sul ponte che invece vanno avanti, come riferiscono sia fonti della procura che, ufficialmente, anche Anas.

Vero è che da palazzo di giustizia è partita lunedì scorso una richiesta all’ente delle strade a non avvolgere di cemento i baggioli, ovvero gli appoggi che si frappongono tra i piloni e il piano stradale. A slittare è dunque solo questo aspetto, non marginale visto che la stabilità dei baggioli è requisito indispensabile nelle prescrizioni che Anas deve onorare perché il viadotto possa riaprirsi al traffico pesante.

Sia come sia, non andranno a dama le previsioni avanzate dal ministro Toninelli di un completamento dei lavori entro trenta giorni a partire dallo sblocco alle auto, via libera che risale al 13 febbraio. L’intervento sui baggioli doveva avere inizio lunedì prossimo, le ultime tre settimane erano servite per la realizzazione delle cerchiature di acciaio che cingeranno i baggioli e che saranno riempitedi cemento. Anas aveva trasmesso alla Procura l’aggiornamento dei lavori, precisando che gli «interventi di cerchiatura e applicazione di malte espansive» sarebbero avvenuti «su 15 appoggi del viadotto».

Ancora Anas spiega che «la Procura di Arezzo ha notificato il provvedimento con il quale dispone di non procedere ad alcuna attività riguardante i baggioli sul Puleto, onde evitare l’alterazione dello stato dei luoghi al fine di consentirelo svolgimento di nuovi accertamenti tecnici richiesti dalla Procura stessa nell’ambito dell’indagine penale. Anas ha quindi sospeso temporaneamente le attività sugli appoggi, mentre proseguono gli interventi sulle pile del viadotto». I tempi non dovrebbero risultare lunghi.

Entro la settimana il Gip deciderà sull’eccezione di incidente probatorio sollevata dalle difese dei cinque indagati dopo la richiesta della procura di affidare una nuova perizia ai due consulenti che già si sono occupati del Puleto, gli ingegneri Antonio Turco e Fabio Canè. L’incidente probatorio sposterebbe il quadro in quanto si andrebbero ad affrontare più periti: quelli della procura, Turco e Canè, i consulenti incaricati dalla difesa, il consulente terzo nominato dal giudice, ovviamente decisivo nello spostare il piatto della bilancia da una parte o dall’altra.

Presumibile infatti, se non addirittura scontato, che Turco e Canè ribadirebbero i risultati della consulenza che aveva portato il 13 gennaio scorso al provvedimento di sequestro, mentre i periti dell’Anas potrebbero arrivare a conclusioni opposte. Determinante dunque il ruolo del consulente terzo, super partes, nell’appoggiare le istanze degli uni o degli altri oppure nell’assumere una posizione mediana.

Ma tornando ai tempi, le ispezioni in loco potrebbero avvenire all’incirca un paio di giorni dopo la nomina dei consulenti. A quel punto ripartirebbe immediatamente l’intervento sui baggioli, non essendoci il bisogno di attendere l’esito delle perizie stesse, di solito in arrivo dopo sessanta giorni. Facendo un po’ di calcoli, il lavoro sugli appoggi potrebbe ripartire lunedì 25 marzo per esaurirsi entro una settimana. E da aprile, forse, di nuovo i Tir sulla superstrada.