Il viadotto della E45 messo sotto sequestro
Il viadotto della E45 messo sotto sequestro

Arezzo, 10 febbraio 2019 - Il disastro economico della chiusura della E45, che sarà solo molto parzialmente risolto in settimana (martedì o mercoledì?) dal ritorno del traffico leggero sul viadotto Puleto che però resta sotto sequestro, si arricchisce ogni giorno di nuovi particolari. A cominciare dal cahier del des doleances che sindaci, rappresentanti di categoria e imprenditori hanno presentato ieri a Pieve Santo Stefano al governatore Enrico Rossi, incontro rovente nel quale non è mancato qualche momento di tensione.

Prendiamo ad esempio i costi di trasporto: sono raddoppiati, giura il presidente regionale di Cna-Trasporti, Giuseppe Brasini. Ci sono poi i danni che riguardano più da vicino la Romagna, come il crollo della movimentantazione merci al porto di Ravenna o i timori che già si affacciano per la stagione balneare estiva sulla costa. Roba loro ma anche aretina, perchè sono flussi di spese che si riverberavano anche sull’economia della Valtiberina.

Ma torniamo ai Tir, i bestioni della strada sui quali si muovono le merci in un tratto in cui non c’è nemmeno un’alternativa ferroviaria. Il viaggio di un singolo mezzo da Arezzo a Cesena costava prima dell’interruzione 80 euro per i 130 km di percorso. Adesso, con i camion costretti a passare dall’Autosole, il tracciato si allunga di 160 km e la spesa sale a 150/160 euro, il doppio appunto, fatto di maggior consumo di gasolio, di pedaggio e di più ore di guida. Se si sceglie la via alternativa di Fano, la sostanza non cambia quasi di una virgola.

Perchè è vero che si paga meno di pedaggio, ma in compenso bisogna mettere in conto un percorso più lungo (165 km aggiuntivi) e tortuoso. I costi degli autotrasportatori, dunque, salgono in entrambe le situazioni di un centinaio di euro, che moltiplicati per i 2 mila-2500 Tir che utilizzavano giornalmente la E45 fanno da soli 200-250 mila euro di maggiori costi ogni 24 ore.

Solo di spese vive, insomma, la chiusura che va avanti dal 16 gennaio è costata finora intorno ai 5 milioni, con la prospettiva che ne costi almeno altri 6 se la chiusura ai Tir resterà per un mese in più e 12 se si dovesse arrivare ad altri due mesi.

Il sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini, stima un 35 per cento di calo delle presenze turistiche solo nel suo comune termale (erano 250 mila l’anno) e ricorda che, secondo i calcoli delle associazioni di categoria romagnole, il traffico merci del porto di Ravenna è precipitato anch’esso del 35 per cento. Più la paura per il turismo estivo: solo dalla E45 passavano 400 mila presenze della Riviena.

Che succederà se il traffico resta a corrente alternate, due corsie a velocità di 40 all’ora col rischio code perenne? Baccini tiene bene in mente un altro calcolo delle associazioni di categoria: 2 milioni di perdita al giorno sul versante romagnolo. Va sommato ai 2 milioni in fumo dal lato aretino. Che il conto di 100 milioni a rischio buttato giù su La Nazione un paio di giorni fa sia destinato a crescere ancora vertiginosamente?