Il processo
Il processo

Arezzo, 27 febbraio 2019 - Secondo l’accusa, facevano servizio a domicilio, come il pizza express. I clienti ordinavano la coca nella quantità richiesta e loro la recapitavano a casa, a seconda delle esigenze e dell’indirizzo. Alla fine, agli inizi di settembre, furono presi in tre, tutti albanesi di origine, anche se due nel frattempo hanno preso la cittadinanza italiana.

Spaccio, ovviamente, il reato contestato, ma non il classico quinto comma della modifica quantità, bensì il primo, che è assai più grave. Secondo alcune testimonianza, arrivavano a piazzare un chilo di cocaina alla settimana, in tutto il Valdarno, da San Giovanni e Montevarchi, da Terranuova fino al confine con Firenze. A distanza di qualche mese, gli accusati, che nel frattempo hanno ottenuto gli arresti domiciliari dopo aver fatto ricorso al tribunale del Riesame, si sono presentati ieri in tribunale per il processo col rito abbreviato.

La procura aveva chiesto il rito immediato dell’evidenza della prova, l’avvocato difensore Massimiliano Dei ha ribattuto con il giudizio nell’aula del Gup Fabio Lombardo. Il Pm Andrea Claudiani ci è andato giù con la mano pesante, chiedendo sei anni di carcere per ciascuno dei tre imputati, partendo dunque da una base di nove poi ridotti di un terzo per lo sconto di pena previsto dal codice.

Dei, invece, ha sostenuto la derubricazione del reato al famoso quinto comma e ha sollecitato le attenuanti generiche. Gli albanesi sono stati inguaiati dai loro stessi clienti, sentiti a setaccio dai carabinieri del nucleo radiomobile di San Giovanni: sono loro che ci riforniscono la coca.