Il morto
Il morto

Arezzo, 18 ottobre 2016 - Con il passare delle ore sono emersi tanti retroscena nel delitto di Lonnano. Riepiloghiamo i fatti: intorno alle 16 Dino Gori, 65 anni, è stato ucciso dalla moglie Paola Marzetta, cinquantottenne. La donna ha imbracciato un fucile da caccia, custodito in un armadietto, e ha sparato al marito in pieno petto, uccidendolo all'istante. I due abitavano in un bosco in località Campolungo nei pressi di Lonnano, comune di Pratovecchio e Stia, però in due edifici diversi: lei nella casa principale, lui in un annesso a uso abitativo. Questo perché fin dal 2001 erano separati, anche se Dino non aveva mai voluto abbandonare il luogo dove era cresciuto il figlio Andrea.

Il luogo dell'omicidio

Emerge tra l'altro che Paola, come ha ricordato il suo avvocato Saverio Agostini, soffre da alcuni anni di una patologia allo scheletro e Dino, nonostante la separazione, non voleva lasciarla sola. Anzi, l'accompagnava pure alle visite mediche.

Cosa sia successo esattamente per arrivare al delitto, non è dato saperlo. Forse una lite (giovedì mattina, tra l'altro, era prevista in tribunale ad Arezzo la causa di divorzio dopo la quale Dino avrebbe dovuto lasciare la casa), o forse un raptus della donna. Né Paola ha chiarito le circostanze che l'hanno portata a uccidere: dopo lo sparo ha chiamato avvocato e carabinieri per costituirsi, ma in caserma a Pratovecchio, di fronte al pubblico ministero Andrea Claudiani, si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

Straziante l'arrivo del figlio Andrea a Campolungo. Non si rendeva ancora conto di quello che era successo e quando ha capito ha lanciato un urlo di disperazione. Non vedrà più suo padre Dino, che dopo la pensione dava una mano alla Croce Rossa di Pratovecchio. Era stato maresciallo dell'Aeronautica Militare in servizio a Peretola.