Livia Ionela Izvoranu
Livia Ionela Izvoranu

Arezzo, 21 aprile 2015 - Il Pm chiede la stangata e il Gip gliela concede. E' andato a sentenza il primo processo per il delitto della discoteca, quello della notte di vigilia della Giostra di settembre nel quale fu ucciso a coltellate, nel cortile di una discoteca dei Pratacci l'albanese Piro Mocka. Furono arrestati dopo qualche ora due fratelli rumeni, Vasile e Livia Izvoranu, lui accusato di aver vibrato il fendente mortale, lei di tentato omicidio per uno degli altri feriti.

Bene, Livia stamani è stata condannata a sei anni. Quasi in fotocopia rispertto alla richiesta del Pm, che aveva proposto 6 anni e 8 mesi, nel quadro del giudizio abbreviato per la ragazza.

Una richiesta che era stata forte, considerato che dentro c'è lo sconto di pena previsto dal rito alternativo: un terzo in meno. La pena base è quella dell'omicidio diminuita di due terzi, quindi 7 anni. Ma il Pm deve essere partita da una soglia più alta, perchè alla fine il verdetto che sollecita è quasi quello della pena piena. Ora la sentenza del Gip Giampiero Borraccia, dopo le repliche delle parti. L'avvocato difensore Alessandro Mori aveva chiesto l'assoluzione della giovane perchè avrebbe agito in stato di legittima difesa.

Il delitto avvenne nella notte fra il 6 e il 7 settembre, al culmine di una lite originata da futili motivi, accentuati probabilmente anche dall'alcool. Piro Mocka fu soccorso dagli amici e condotto con un'auto privata al pronto soccorso del San Donato, ma le sue condizioni apparvero subito disperate, morì nel giro di pochi minuti. I fratelli Izovranu, nel frattempo, avevano fatto perdere le loro tracce. Lei fu scovata dai carabinieri nel primo pomeriggio, dentro l'appartamento di amici nel quale si era rifugiato, lui invece si arrese poco dopo in seguito a una breve trattativa con i militari che gli davano la caccia. La loro sorte giudiziaria si è divisa quando Vasile ha scelto di andare in corte d'assise e Livia ha puntato invece sul rito abbreviato.