CORTONA
Cronaca

"Cortona sempre ricca di fascino". Il prof Garattini incanta i giovani

Consegnata a Sant’Agostino la cittadinanza onoraria allo scienziato. "Qui da voi progetti molto interessanti" "L’esempio di questi ragazzi e del loro festival è importante. Non farò mancare in futuro il mio supporto".

"Cortona sempre ricca di fascino". Il prof Garattini incanta i giovani

"Cortona sempre ricca di fascino". Il prof Garattini incanta i giovani

di Laura Lucente

Cittadino onorario . Il professore e scienziato Silvio Garattini da ieri pomeriggio è entrato di diritto nel prestigioso elenco di personalità, ben 29, che dal 1973, anno della prima cerimonia, hanno ricevuto questa onorificenza. La cerimonia di consegna si è tenuta, non a caso, al centro convegni di Sant’Agostino sede, anche per tutta la giornata di oggi, del festival della scienza Cauthamente nato dalla pancia di giovanissimi under 25 che hanno scommesso da due anni su una innovativa formula di divulgazione. Garattini è una vera personalità del mondo scientifico. Oncologo, farmacologo e ricercatore italiano, presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri".

Professore nella sua vita non si contano i riconoscimenti ottenuti. Quella che le ha riservato che emozione le dà?

"Sono molto legato a , la frequento da tanti anni e la trovo bellissima e sempre ricca di fascino. E poi è capace di attirare continuamente dei bei progetti. L’esempio di questi ragazzi e del loro festival è estremamente importante. Non farò mancare nemmeno in futuro il mio supporto. Sono onorato e felice della cittadinanza e auguro a tutti la cosa più importante, cioè buona salute. Almeno il 70% delle malattie croniche sono evitabili. Abbiamo oltre 3 milioni di diabetici, malattia che è evitabile conducendo uno stile di vita sano. Anche la metà dei tumori sono evitabili e abbiamo 180 mila persone in Italia che ogni anno muoiono. Dobbiamo fare molto".

Lei ha speso la sua vita nella ricerca. Oggi in Italia a che punto siamo?

"I progressi non mancano. Il vero problema è che in Italia la ricerca è ritenuta una spesa mentre invece è un investimento. Senza ricerca non c’è futuro. In rapporto alla popolazione abbiamo la metà dei ricercatori della media europea e quindi abbiamo anche meno fondi".

Ci siamo lasciati alle spalle una lunga pandemia. Quante cose sono cambiate e secondo lei abbiamo imparato qualcosa?

"Dal punto di vista del servizio sanitario è cambiato poco, non abbiamo imparato nulla. Temo che se arrivasse una nuova pandemia saremmo nelle stesse condizioni di prima".

Cosa augura ai giovani di oggi?

"Dobbiamo incoraggiarli e aiutarli creando le condizioni in cui possano esprimersi".