Arezzo, 12 settembre 2018 - Mezzo milione di iscritti in meno ai sindacati. Questi almeno i risultati di uno studio dell’istituto di ricerca Demoskopika. A subire il calo più pesante è la Cgil, seguita dalla Cisl con la Uil in controtendenza. Su questo punto però, il sindacato guidato da Susanna Camusso ha avuto da ridire, contestando i numeri della ricerca. Cosa che fa anche la sezione aretina con il segretario provinciale Alessandro Mugnai che spiega: «A noi questa emorragia non risulta. C’è, è vero, un calo di iscritti ma nell’ordine dell’1%». Numeri alla mano, Mugnai spiega: «I dati ufficiali disponibili sono quelli al 2017. Ebbene, ad Arezzo e provincia abbiamo chiuso l’anno con 48018 iscritti, vale a dire 483 in meno rispetto al 2016. Direi che sostanzialmente il sindacato tiene. Si può dire, a ragione, che per un’organizzazione simile l’obiettivo non dovrebbe essere quello di limitare i danni ma di crescere, e sono d’accordo. Però con questi numeri non parlerei né di fughe né di emorragie».

Ancora più nel dettaglio, Mugnai fa il punto dei settori nei quali si è registrato il calo più sostanzioso di iscritti: «Abbiamo perso molti pensionati e mi pare anche fisiologico, visto che grazie alla Fornero le persone che vanno in pensione sono meno. C’è un’importante flessione degli edili, e sappiamo tutti in quale stato di crisi versi l’edilizia in questo momento. C’è inoltre una piccola flessione nel settore tessile e abbigliamento, ricordiamo che abbiamo avuto delle vertenze importanti come quella con Cantarelli e con Cose di lana, e sono andati persi posti di lavoro». Sui perché di una diminuzione di iscritti che comunque esiste, al di là delle dispute sull’entità, Mugnai offre il suo punto di vista:

«C’è una crisi generale ancora in atto, poi abbiamo una crisi territoriale a livello manifatturiero, una crisi politica sotto gli occhi di tutti. Data la situazione, è abbastanza comprensibile che non ci sia la corsa a iscriversi». Eppure, spiega ancora Mugnai ci sono anche settori che tengono: «Il commercio spinge in avanti le iscrizioni. Bene anche i servizi, l’agroalimentare e il sindacato della scuola. Pure la Fiom fa un importante lavoro che viene premiato dai lavoratori. Credo di poter affermare che anche il 2018 sarà sulla stessa lunghezza d’onda. Ripeto, non voglio classificarlo come successo, ma non vedo il pericolo estinzione».