Padre Graziano
Padre Graziano

Arezzo, 20 febbraio 2019 - E' stato padre Graziano  a uccidere Guerrina e a nasconderne il corpo. Questa è la verità giudiziaria che a questo punto diventa inoppugnabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e quindi confermato i 25 anni di carcere disposti in appello.

A questo punto davanti a padre Graziano si aprono le porte del carcere.  Dunque dopo circa 3 ore di camera di consiglio, la prima sezione penale della Cassazione respinto il ricorso presentato dalla difesa di padre Graziano, confermando la condanna emessa dalla Corte d'assise d'appello di Firenze il 14 dicembre 2017. In primo grado il frate, che non ha mai confessato il delitto, era stato condannato a 27 anni.

Guerrina Piscaglia, 50 anni, è scomparsa da Cà Raffaello, la località dell'Appennino aretino dove viveva con la famiglia, e dove il religioso prestava servizio nella locale parrocchia. Le indagini hanno ricostruito che tra i due vi era una relazione, confermata dalle testimonianze di persone amiche e dei numerosi contatti telefonici: 4.027 in quattro mesi. Secondo i giudici d'appello padre Graziano ha ucciso la sua amante in un momento di rabbia, dopo la richiesta della donna di dare una connotazione diversa alla loro storia, sotto la minaccia di rivelare tutto ai suoi superiori. L'uomo ha quindi fatto sparire il corpo e depistato le indagini. Una versione sempre avversata dalla difesa di padre Graziano, rappresentato dall'avvocato Riziero Angeletti, che anche in Cassazione ha criticato le indagini, che non avrebbero seguito altre ipotesi, tra cui il suicidio. La stessa pg della Cassazione, Elisabetta Cesqui ha riconosciuto che si tratta di un processo indiziario, arrivando però alle stesse conclusioni dei giudici d'appello. 

Graziano ha detto solo al suo avvocato: "Andrò incontro a quello che mi aspetta nella serenità della mia fede" ma avendo comunque ribadito la sua innocenza.

L'avvocato Angeletti ha anche confermato l'intenzione di andare alla Corte europea. Motivo? Sono stati violati i diritti della difesa, non sentendo i sette testimoni che avevano visto Guerrina in un altro orario e facendo indagini secondo la difesa "parziali".

Padre Graziano non era presente in aula ma ha aspettato il verdetto nel convento dei premostratenti, mentre c'era il marito di Guerrina, Mirco Alessandrini. C'è stata la relazione di Raffaello Magi, un affresco complessivo di tutta la vicenda giudiziaria, al quale è seguita la requisitoria della Procura generale: con richiesta finale di confermare il verdetto di appello, rigettando il ricorso. Poi tutti i riflettori  sulla sentenza.