Calcit, volano i banchi dei pionieri. Barulli: "Quell’idea di mio fratello". E Fotoantiquaria invade il centro

L’incasso supera i diecimila euro. Il debutto 55 anni fa in San Jacopo. La fiera dei clic affolla il Loggiato

Calcit, volano i banchi dei pionieri. Barulli: "Quell’idea di mio fratello". E Fotoantiquaria invade il centro

Calcit, volano i banchi dei pionieri. Barulli: "Quell’idea di mio fratello". E Fotoantiquaria invade il centro

"Quel giorno di 55 anni fa lo ricordo come fosse ieri: Gianfranco era contentissimo perchè dopo tanto impegno, coronava il suo sogno". Daniela Barulli rivive quel momento condiviso con il fratello. Lui, fondatore e presidente del Calcit. Tutto è cominciato in piazza San Jacopo, trasformata ben presto in "quartier generale" di quella macchina della solidarietà che ancora oggi va a mille. "Il suo pensiero era fisso al Mercatino. Gianfranco aveva il negozio di giocattoli ma ci stava mia cognata perchè lui era sempre impegnato nel’organizzazione e nelle riunioni con i medici in ospedale. Per Gianfranco il Mercatino era un pezzo di se stesso".

La storia sono loro. I pionieri del Calcit che una volta all’anno tornano sul luogo del miracolo. Il miracolo di un mercatino partito quasi per caso e camminando è diventato una colonna della sanità aretina. Piazza San Jacopo si è affollata come in quell’ottobre del 1978. La bellezza di 55 anni fa, compiuti proprio ieri e nello stesso angolo di allora. Settanta banchi, 35 volontari, alcuni cresciuti insieme al Calcit. Un incasso stimato di tra i dieci e i dodicimila euro. "Ma per noi - commenta il presidente Giancarlo Sassoli - è un’avventura che continua e si interrompe a metà anche d’inverno". È l’ultimo mercatino dell’anno ma le iniziative fioccheranno: sabato prossimo al circolo Tennis Giotto per affrontare i problemi della senologia, in serata una cena di raccolta fondi a Sant’Andrea, a fine novembre il mercatino di Natale al Circolo Artistico. Intanto, ieri la folla di sempre. Ideata da Franco Palazzini ispirandosi ai venditori di giornalini sulle soglie dei portoni e voluta, fortissimamente voluta da Gianfranco Barulli, il fondatore del Calcit, come ricorda la sorella Daniela: "Ho fatto con lui tanti mercatini: era felice nel vedere crescere la sua creatura". Tra i banchi, alcuni c’erano anche in quell’ottobre 1978: tra questi, il nipote dello stesso Sassoli, immancabile nella festa della piazza. I bambini, meno del solito in un’edizione che viaggia sotto i capelli grigi, ti inseguono comunque con i cestini per le offerte. E sui banchi l’abbigliamento fa la parte del leone, precedendo le vetrine dell’autunno-inverno. L’effetto dei colori, altro segno del Calcit: i giocattoli, i giochi di società che nel 1978 erano diffusi e oggi molto meno, la bigiotteria, i libri. Le soffitte si svuotano ancora per rafforzare la battaglia del Calcit. "A maggio rinnoveremo il mercatino delle coperte di lana rivestendo completamente piazza Grande. Le anziane della Casa Pia e le nostre volontarie quasi centenarie sono al lavoro". Una piazza Grande che intanto ieri si è affollata di fotografi. Foto Antiquaria rinnova la sua esperienza e lo fa richiamando appassionati da tutto il centro Italia. Gli stand sotto le Logge, a stretto con i tavoli dei locali e gli obiettivi si affollano: ci sono quelli reflex di una stagione che sembra lontanissima nel tempo ma ci sono anche le digitali che scandiscono l’attualità. Non c’è più tra gli innamorati e protagonisti dell’evento Piero Franchini, un’assenza che si sente e pesa: ma la Fondazione InTour porta avanti l’appuntamento e nel suo habitat naturale, le Logge e la piazza. Le trattative fervono, i prezzi calano nel pomeriggio, siamo lontani dai tempi d’oro ma gli stand lavorano. Come per la Fiera, è uno degli appuntamenti più gettonati nella rete degli eventi gemelli. Il timbro di Arezzo si sente.

Lucia Bigozzi