Francesco Romizi
Francesco Romizi

Arezzo, 18 luglio 2019 - Il sindaco Ghinelli non va alla seduta della commissione controllo e garanzia che è cominciata intorno alle 14,30. Ha inviato una lettera in cui spiega i moti della mancata partecipazione: non interferire con l'inchiesta giudiziaria in corso. Domani in consiglio comunale, spiegà però, ci sarà e risponderà alle interrogazioni, in particolare quella del Pd che gli chiede un passo indetro insieme all'assessore indagato con lui Alberto Merelli. Lo farà, dice ancora la lettera, nei limiti della riservatezza imposti dall'inchiesta. Presente alla riunione anche l'assessore Lucia Tanti.

Intanto la commissione ha completato i suoi lavori votando con i soli voti della minoranza e i consiglieri di maggioranza formalmente fuori dall'aula di richiedere il quadro di tutte le consulenze degli ultimi dieci anni sia direttamente del Comune che delle società partecipate nelle quali il Comune abbia una quota superiore al 5%. Su questo la commissione ha chiesto una relazione al segretario generale, presente alla seduta così come il presidente del consiglio comunale, da produrre entro il 15 settembre.

Sul fronte dell'opposizione Roberto Bardelli aveva chiesto che il lavoro fosse esteso a tutte le società e a tutte le aziende partecipate senza distinzione perché fosse davvero completo. Da qui la decisione di non partecipare al momento del voto.

Da oggi infatti il ciclone giudiziario si è spostato nei palazzi della politica. Due gli appuntamenti destinati a dar fuoco alle polveri: prima (nel pomeriggio) per l'appunto la riunione della commissione controllo e garanzia di Palazzo Cavallo, domani il consiglio comunale che ha all’ordine del giorno l’interrogazione del Pd in cui si chiede un passo indietro al sindaco Alessandro Ghinelli e all’assessore al bilancio Alberto Merelli, entrambi indagati per il caso Coingas.

Di motivi di scontro fra maggioranza e opposizione ce ne sono a iosa, sia di forma che di sostanza. Ad esempio il gruppone civico e di centrodestra che controlla Palazzo Cavallo sostiene che la commissione di controllo e garanzia non sia la sede opportuna per discutere delle conseguenze politiche della bufera che si è abbattuta sull’amministrazione pubblica.

Lo fa ad esempio Roberto Bardelli, mentre l’assessore Lucia Tanti si incarica di rispondere al post su Facebook di Maria Elena Boschi: lei che parla di consulenze altrui è come Dracula presidente dell’Avis. La riunione di commissione, alla quale era stato invitato a partecipare anche il sindaco dal presidente Francesco Romizi, ha rispettato le previsioni:  Romizi ha chiesto di far chiarezza sugli aspetti politici delle consulenze d’oro e ha chiesto al segretario generale un report su tutte le consulenze in essere nelle partecipate di Palazzo Cavallo.

E ha ricordato  una consulenza affidata nel 2015 da Luigi Polli, presidente allora del Coingas in quota Pd: 35 mila euro sulla quotazione in borsa di Estra. Perchè ora le cifre sono decuplicate? Il sindaco ci sarà invece domani in consiglio comunale. Il Pd, ammesso che ne avesse le intenzioni, non ha potuto presentare una mozione di sfiducia: non ha numeri richiesti, i due quinti dell’assemblea, neppure insieme alle altre minoranze, compresi i Cinque Stelle.

A maggior ragione, dunque, mancano i numeri per approvarla una mozione di sfiducia. La maggioranza è ancora solida: 20 consiglieri più il sindaco contro dodici oppositori. Questi ultimi sperano in quelli che hanno dato qualche segno di dissidenza nel centrodestra. Ma non è affatto detto che qualcuno se la senta di uscire allo scoperto in un clima così caliente.