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1 ago 2022

Bentivoglio: "Bello essere qui, è fantastico"

L’attore preso dalla zona ("Non la conoscevo"). "Amo incontrare il pubblico e i ruoli dove i colpi bassi diventano occasioni di riscatto"

1 ago 2022
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Cronaca
Fabrizio Bentivoglio sul palco di Castiglion Fiorentino per l’incontro in piazza
Fabrizio Bentivoglio sul palco di Castiglion Fiorentino per l’incontro in piazza
Fabrizio Bentivoglio sul palco di Castiglion Fiorentino per l’incontro in piazza
Fabrizio Bentivoglio sul palco di Castiglion Fiorentino per l’incontro in piazza
Fabrizio Bentivoglio sul palco di Castiglion Fiorentino per l’incontro in piazza
Fabrizio Bentivoglio sul palco di Castiglion Fiorentino per l’incontro in piazza

di Simona Santi Laurini

CASTIGLION FIORENTINO

"E’ davvero un posto fantastico e bellissimo". Non è parco di aggettivi Fabrizio Bentivoglio, quando arriva al Piazzale del Cassero per la serata al Castiglioni Film Festival. Sarà per la sua continua ricerca della perfezione nell’espressione o per la bellezza effettiva del luogo, magico specie al tramonto, quando gli organizzatori aprono l’evento. Ma la terra castiglionese gli piace proprio. Conosce poco la zona aretina, ha recitato a teatro in città e a Cortona.

Iniziamo dal film del festival, "Settembre", che affronta il tema del cambiamento. Lei è cambiato più nel fare l’attore o il padre?

"Le due cose sono in osmosi – dice col suo tono pacato – l’attore è nutrito dalla persona e le esperienze dell’uomo vengono usate dall’attore. In "Settembre" si raccontano piccole storie di resilienza, la capacità di trasformare un colpo basso in un’occasione di crescita. Il segreto è aiutare gli altri, solo così aiuti te stesso. L’ho sperimentato nella mia vita. Nelle organizzazioni di volontariato c’è un tasso di suicidi quasi nullo. Non è un caso. Non ci sono depressi".

Veniamo alla sua serie, "Monterossi", con la quale si è avvicinato al piccolo schermo, che in passato non aveva troppo amato.

"Il lavoro per un attore è lo stesso: dare vita alle parole che sono sulla carta. L’importante è metterci l’impegno, farlo bene. Anzi, ora dobbiamo farlo in modo superlativo".

Anche i social non sono la sua passione. E se i suoi figli avessero come riferimento degli Youtuber o degli influencer?

"Ognuno ha la sua contemporaneità, tutto dipende dall’uso che ne fa il singolo, come a tavola. Non se ne deve abusare. Noi avevamo Videomusic, loro hanno questo. Io personalmente continuo a non averli".

Però li avete utilizzati per la nascita di "U.N.I.T.A", che lotta per i diritti degli attori e che ne conta già un migliaio...

"L’associazione è il più grande regalo che la nostra categoria si potesse fare in un momento delicato come quello che abbiamo vissuto: il nostro contratto nazionale risale al dopoguerra. Ora finalmente, abbiamo un dialogo aperto con il legislatore". La Mostra del Cinema di Venezia è dietro l’angolo, come ne uscirà il cinema italiano?

"La qualità delle proposte è elevata, ci saranno novità assolute molto interessanti. Bisogna solo aspettare".

Il prossimo anno uscirà "Il Ritorno di Casanova" di Salvatores e in questo momento lei sta girando, sappiamo che arriva direttamente dal set.

"Due set, sono due film a episodi" si lascia scappare sorridendo, senza rivelare nulla più, con quel sorriso garbato e quella ricerca quasi maniacale, come afferma lui stesso, delle giuste parole da associare ad un’emozione. La poesia, la musica e il teatro sono le sue espressioni preferite: ed emerge nell’incontro in piazza. Un ritratto colto e raffinato, a momenti quasi aristocratico.

Le sono mancati questi incontri con il pubblico?

"Sono occasioni imperdibili, è come il teatro rispetto al cinema. Si ha un riscontro immediato. E queste serate sono frequentate da persone attente e appassionate".

E se fosse diventato un calciatore famoso, invece che un attore, come si troverebbe in quel mondo? (ha avuto un passato nelle giovanili dell’Inter n.d.r.)

"Forse avrei delle difficoltà".

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