Arezzo, 3 maggio 2016 - Volete la cronaca in diretta del ritorno a casa di Pato? La padrona Laura Petrai la racconta sul suo profilo facebook. Sentiamolla.

"Un buongiorno a tutti voi. Pato ha dormito tutto il viaggio e poi tutta la notte, ha riconosciuto i suoi odori , tutti i componenti della sua famiglia e risponde al suo nome ;è di una dolcezza infinita cercando coccole e carezze. È davvero molto magro e purtroppo vomita appena mangia qualcosa, ma tra poco verrà il veterinario a visitarlo e rimetterlo in sesto.

È stato trovato ieri da un volontario Luca Viavattene del rifugetto . Mentre era intento a recuperare un cane ha visto spuntare da un vecchio materasso ricoperto di sassi una testolina nera con due orecchie da pipistrello, Luca Viavattene ha cosi pensato di prendere anche lui portandolo al rifugetto .

I volontari gli hanno prestato le prime cure, e Luca che aveva comprato qualche giorno prima un lettore di microchip decide di usarlo per la prima volta proprio su quello che era il cane più ricercato di Italia e che avrebbe corrisposto al nome di PATO.

Pur non conoscendo la storia un responsabile dell'ufficio animali del comune di Portici provvede a risalire ai recapiti dei proprietari mettendosi prima in contatto con la Asl veterinaria di Arezzo la quale fa presente che il cane risultava scomparso nell ormai lontano 2013.

Ricevuta la chiamata eravamo increduli perché troppe erano state le segnalazioni senza esito positivo.....ma il microchip non sbaglia nè tanto meno le prime foto che ci giungevano dal comune di Portici.....era proprio lui....PATO.

L Uffico animali e il rifugetto avrebbero chiuso alle 14 ma noi volevamo subito riabbracciare PATO e sia il personale dell amministrazione comunale sia i volontari ci hanno aspettato fino a tardi per aprirci le porte e metterci tra le braccia quel testone tutto ossi....che per qualche magia è finito tra le attenzioni di chi tutti i giorni aiuta i nostri amici a quattro zampe....".

«Per noi questo diventa un giorno rosso nel calendario - aveva esclamato la padrona dopo il ritrovamento - siamo felicissimi e siamo già in macchina per andarcelo a riprendere». A trovare Pato un ragazzo a Portici lungo una strada mentre dormiva in un materasso. «Adesso vogliamo incontrare il suo salvatore - continua la padrona - lo ha trovato lungo la carreggiata visibilmente denutrito, si è fatto avvicinare e l’ha portato in un rifugio vicino, lì la asl locale ha controllato il microchip che corrisponde a quello di Pato. Ma già dalle foto e dai video mandati lo avevamo riconosciuto». E adesso i proprietari non escludono una ricompensa verso il soccorritore che vogliono incontrare.

Sono passati due anni e mezzo da quel maledetto 28 ottobre 2013 quando Pato era sparito. Adesso lo possono riabbracciare. Per il bouledogue francese bianco e nero, scomparso da Santa Firmina i padroni disperati avevano addirittura previsto una ricompensa di 2mila euro, tappezzato la città di volantini e scatenato un tam tam mediatico sui social che a distanza di quasi tre anni è ancora attivo. Tanto che le segnalazioni sono continuate ad arrivare ma fino a ieri si erano rivelate solo somiglianze. Poi la chiamata da Napoli: il microchip corrisponde. Per ritrovarlo i padroni avevano affittato anche un'ape con una vela pubblicitaria. Là sopra campeggiava la gigantografia di Pato, il bouledogue francese bianco e nero, scomparso da Santa Firmina il 28 ottobre. Quello della vela era stato solo uno degli ultimi mezzi per ritrovarlo. La città è stata per anni tappezzata di locandine, in ogni dove compariva il musetto simpatico di Pato, che faceva capolino anche sugli spazi pubblicitari del nostro giornale. Ed era nato un gruppo seguitissimo su Facebook <<Aiutiamo Pato a tornare a casa>>, ma soprattutto <<si è creata una mobilitazione pazzesca>>, squadre di persone da tutta Italia per cercarlo.

Ce lo aveva raccontato Laura, la padrona di Pato insieme al fratello Giacomo. Lo faceva nel 2013 con il fiatone, un pò per la commozione un pò perchè era già in riva al fiume, di buona mattina a perlustrare le rive. Erano anche disposti a sborsare duemila euro di ricompensa <<Si stanno valutando tutte le ipotesi, anche quelle peggiori. Pato è il cane di famiglia, aveva due mesi quando è entrato nelle nostre vite. E arrivato in un momento particolare soprattutto per mia mamma, Pia>>. DA QUEL giorno, diceva due anni e mezzo fa Laura, <<tra loro è scoppiato un legame simbiotico. Pato trascorreva le sue giornate con lei, non passava giorno in cui non le dimostrasse tutto il suo affetto. Quel 28 ottobre Pato era in giardino a giocare con Asso, un jack russell, erano grandi amici di gioco. Ad un tratto mia mamma li ha visti scappare dal giardino, insieme sono arrivati al bivio di Santa Firmina, lì una ragazza li ha visti, si è avvicinata per prenderli, ma è riuscita a caricare in auto solo Asso. Pato è scappato dirigendosi verso la statale e da quel momento è scomparso nel nulla>>. mentre ce o raccontava Laura stava continuando a perlustrare le rive del fiume, metro per metro. Non era sola, con lei, pronti a sostenerla nel caso di una brutta sorpresa, due amici del gruppo di <<amanti della razza>>. Tra loro si era creata una mobilitazione senza pari. Ad Arezzo erano arrivati ragazzi da Lecco, Roma, Riccione, Ravenna per aiutare la famiglia di Pato nelle ricerche. C'era tra l'altro una luta ricompensa per chi lo trovasse: duemila euro.

Le e ricerche si erano estese in tutta Italia, del caso Pato si parla ovunque. Il tam tam che si è creato ha abbattutto tutti i confini. Facebook in prima linea sta raggiungendo ogni angolo. Il gruppo creato <<Aiutiamo Pato a tornare a casa>>, in pochi giorni aveva raggiunto migliaia di contattie proprio dalle pagine di Facebook i padroni danno la buona notizia: Lo aabbiamo ritrovato!