Franco Scortecci
Franco Scortecci

Arezzo, 10 settembre 2019- STOP alle nove convenzioni sotto indagine e azioni giudiziarie se saranno necessarie. E’ questo quanto è emerso dall’assemblea dei soci di Coingas che si è svolta ieri: il voto su questi punti è stato all’unanimità, con la sola eccezione del Comune di di Monte San Savino che si è astenuto. A dare l’annuncio delle determinazioni assembleari è stato il presidente di Coingas Franco Scortecci che al termine della riunione ha emesso un comunicato ufficiale.

«STAMANI - vi si legge - si è riunita l’assemblea dei soci di Coingas. Dopo aver esaminato vari punti all’ordine del giorno legati all’ordinaria amministrazione, l’assemblea ha deliberato (con l’unica astensione del Comune di Monte San Savino) di promuovere un’azione di nullità e/o annullabilità delle convenzioni oggetto di indagine da parte della magistratura e di promuovere le azioni giudiziarie eventualmente necessarie al riguardo. All’assemblea di questa mattina era rappresentato più dell’80% del capitale sociale».

PASSA DUNQUE all’attacco la società al centro del caso giudiziario più spinoso dell’anno e che ha portato la procura della Repubblica a indagare tra gli altri anche il sindaco Alessandro Ghinelli (per abuso di ufficio) e l’assessore al bilancio Alberto Merelli. Indagati per favoreggiamento - sempre restando in ambito istituzionale - lo stesso presidente di Coingas Franco Scortecci e il suo predecessore Sergio Staderini, insieme al presidente di Estra Francesco Macrì. Nel mirino della magistratura alcune onerose convenzioni stipulate con lo studio fiorentino Olivetti Rason e con il commercialista cortonese Marco Cocci. Si tratta di esborsi per circa quattrocentomila euro sui quali la procura vuole vederci chiaro.

La vicenda ha assunto inevitabilmente risvolti politici che hanno provocato fibrillazioni nella maggioranza di governo che sostiene il sindaco Alessandro Ghinelli. E anche il caso Coingas sarà alla base della prossima verifica di governo tra le forze che sostengono la giunta. Intanto, sul fronte giudiziario, settembre dovrebbe essere quello in cui l’inchiesta ricomincerà a marciare anche se non prima della metà del mese quando la Digos consegnerà presumibilmente l’informativa sui sequestri effettuati (soprattutto memorie dei cellulari) nelle perquisizioni del 2 luglio. Allora potrebbero partire gli interrogatori dei cinque accusati della prima ora: l’assessore Merelli, l’ex amministratore Staderini e il commercialista Cocci, che devono rispondere di peculato per 440 mila euro di consulenze d’oro giudicate fittizie dal Pm Andrea Claudiani, l’attuale presidente Franco Scortecci e la contabile in pensione Mara Cacioli, cui viene contestato l’abuso d’ufficio e il favoreggiamento.

Intanto si attende la ripresa dell'inchiesta giudiziaria dopo la pausa estiva, in particolare si attende il deposito dell'informativa finale dela Digos sul materiale sequestrato nelle perquisizioni di luglio, in particolare le memorie dei telefoni che potrebbero apportare sostanziali novità in vista degli interrogatori dei perquisiti, tra i quali ci sono lo stesso Scortecci (abuso d'ufficio e favoreggiamento), l'assessore Alberto Merelli (peculato), l'ex presidente Sergio Staderini (peculato anche lui), il commercialista Marco Cocci (ancora peculato) e la contabile Mara Cacioli (abuso d'ufficio e favoreggiamento. Il lavoro della Digos è in leggero ritardo anche per un lutto che ha colpito la dirigente Claudia Famà.