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5 lug 2022
5 lug 2022

Cna benessere: lotta all'abusivismo con la campagna per la legalità della Municipale

Paolo Berti, presidente CNA Acconciatori: “La pandemia ha dimostrato quanto sia importante affidarsi a professionisti in regola”

5 lug 2022
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Berti e Poponcini
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Berti e Poponcini

Arezzo, 5 luglio 2022 - Uniti contro l’abusivismo. È partita la campagna per la legalità di CNA Benessere per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di affidarsi esclusivamente a professionisti che operano nel pieno rispetto delle regole. La campagna, attiva su tutto il territorio nazionale, ad Arezzo ha visto l’incontro tra Paolo Berti, presidente degli Acconciatori CNA, e il comandante della Polizia Municipale, Aldo Poponcini, per favorire la collaborazione con le istituzioni ed affrontare il dilagare della piaga abusivismo.

Una piaga in continua espansione, come confermano i dati, che mette a repentaglio la salute dei cittadini e la tenuta degli operatori che rispettano le regole. Il tasso di irregolarità di acconciatori e centri estetici continua a registrare il valore più alto, paragonato agli altri settori produttivi, e a livello locale supera di gran lunga quello medio nazionale. Ricorda Paolo Berti, presidente CNA Acconciatori: “Qualche anno fa erano state rese note le stime sull’incidenza del lavoro nero nel settore acconciatura e benessere, ebbene il risultato fu che il reddito prodotto al nero era pari a quello regolarmente contabilizzato. Una stima che ci aveva fatto strabuzzare gli occhi, perché aveva dato una forma a quella che fino a quel momento era solo una sensazione. Con la pandemia, le cose sono addirittura peggiorate”.

Un paradosso per Berti che nota: “Proprio grazie alla pandemia, dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che un professionista che lavora sul corpo di una persona rispetta tutti i protocolli igienico- sanitari ed è in regola con le misure di sicurezza. Si rischiano malattie a confronto delle quali il Covid potrebbe risultare persino banale. Chi va in un salone può stare tranquillo e godersi il trattamento”. Senza contare che il lavoratore abusivo non può offrire lo stesso livello di servizio: “Chi lavora abusivamente non ha nel suo core business l’aggiornamento, non sa dei nuovi prodotti abbinati a nuove tecniche, della ricerca continua. Il suo intento è offrire prestazioni a basso costo, svendendo così la professione”. La campagna per la legalità si svolge a stretto contatto con la Polizia Municipale di Arezzo: “E ci tengo a ringraziare Aldo Poponcini, per la prima volta un comandante della Municipale si mette a disposizione personalmente per combattere questo fenomeno deprecabile”.

Dal canto suo Poponcini spiega: “Le istituzioni hanno bisogno dell’input da parte dell’Associazione di categoria, perché i controlli avvengono su segnalazione. Perciò è importante collaborare affinché il fenomeno dei professionisti abusivi venga non dico debellato, sarebbe tanto bello quanto poco realistico, ma almeno contenuto nei minimi termini”. Poponcini ricorda come durante il lockdown le segnalazioni si siano moltiplicate: “In quella fase abbiamo avuto un’esplosione di segnalazioni che hanno portato a una decina di sanzioni per parrucchieri ed estetisti abusivi”. Chi lavora abusivamente non solo si fa beffe delle regole, non solo mette a rischio la salute dei clienti ma, se scoperto, rischia di incorrere in severe sanzioni, dal punto di vista fiscale, sanitario e amministrativo.

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