Arezzo, 10 luglio 2010 - La filosofia di una parte almeno dei 7 arrestati (l’ottavo, Samuele Landi, è fuori, lontano dalle attenzioni della Finanza) per l’affaire Eutelia-Agile-Omega la illustra bene Antonangelo Liori, che di Omega era è il deus-ex machina: "Sono l’unica azienda - dice al fratello Sebastiano in una delle telefonate intercettate nel corso dell’inchiesta - ad aver eliminato i sindacati con le mani dei sindacati". Si è appena incontrato, spiega l’ex giornalista (è stato anche direttore dell’"Unione Sarda"), con Cgil, Cisl e Uil a cui ha chiarito il suo programma: se fallisce Agile, "io continuo ad avere la mia macchina, il mio autista, la mia villa..tutto uguale e loro non ce l’hanno un lavoro...punto...questa è la storia". Non siamo ancora ai livelli di cinismo degli imprenditori della "Cricca", che si fregano le mani per il terremoto all’Aquila, ma siamo già un bel pezzo in là".

 

Agile, infatti, l’ex ramo It di Eutelia, 3 mila dipendenti ex Olivetti-Getronics ed ex Bull, è già insolvente, è già stata dichiarata dal tribunale di Roma l’amministrazione controllata ed è da lì, dalla relazione dei commissari giudiziali (due dei quali, Daniela Saitta e Francesca Pace sono gli stessi ora insediati in via Calamandrei) che nasce l’inchiesta condotta dai Pm romani Giuseppe Cascini (segretario dell’Anm, così come Roberto Rossi, che conduce il filone aretino, sta nel direttivo dell’associazione magistrati, quando si dicono le coincidenze), Paolo Ielo, già uomo di punta del pool Mani Pulite di Milano, e Francesca Loy. Saamuele e Isacco Landi, Leonardo Pizzichi, presidente di Eutelia fino a un mese fa, Pio Piccini, Claudio Marcello Massa, Marco Fenu e Antonangelo Liori, è la tesi della procura romana, hanno distratto nell’operazione di passaggio di Agile da Eutelia a Omega, 11 milioni e 700mila euro "in favore di soggetti rincoducibili al gruppo Omega Spa", e hanno distratto anche "crediti della società, cedendoli a garanzia di obbligazioni assunte da soggetti riconducibili al gruppo Omega, senza corrispettivo, per un valore pari a 5 milioni e 529mila euro". In più "hanno concorso a cagionare il dissesto della società con una pluralità di operazioni dolose tra loro coordinate e teleologicamente orientate alla spoliazione di Agile". In sostanza, è ancora lo scenario delineato dai Pm e ora anche dal Gip nell’ordinanza, nelle cessione del ramo It di Eutelia ad Agile, primo passo della dismissione, sono stati sovrastimati gli attivi e sottostimati i passivi. Il portafogli commesse, ad esempio, è stato valutato 21 milioni e 900 mila contro una stima reale di 7 milioni e spiccioli. E ancora: la bancarotta è consistita anche "nel rinunciare ad esigere la somma di 1 milione e 400 mila euro, pari al 40 per cento della restituzione del capitale sociale di Eunics lab...e nel consentire che tale somma venisse restituita ad Eutelia".

 

Il Gip sottolinea come Samuele Landi, all’epoca della cessione (estate 2009) presidente di Agile, e Leonardo Pizzichi siano "invero stati gli autori diretti della cessione del ramo di azienda It, caratterizzato da una sovrastima del backlog (il portafogli commesse ndr) e della partecipazione Eunics lab". Società quest’ultima socia di Agile e di cui era presidente Isacco. In sostanza, ad Agile sarebbero stati caricati gli oneri, mentre gli altri si sarebbero presi benefici. Lo dimostrerebbero le intercettazioni telefoniche a carico di Pizzichi, protrattesi fino al maggio 2010, e anche l’irruzione di Samuele nella sede romana di Eutelia occupata dai lavoratori, "tenendo un comportamento uti dominus che non sarebbe altrimenti giustificabile". Di Pizzichi il giudice scrive anche che "mostra di avere delle talpe prossime agli uffici di procura di Arezzo".