La compagnia del Polvarone
La compagnia del Polvarone

Arezzo, 6 dicembre 2018 - Alle 21,15 di Sabato 8 Dicembre nel Teatro Giovanni Papini a Pieve Santo Stefano la Compagnia teatrale aretina "IL POLVARONE" porta in scena la nuova commedia "E' Natale non badare!". L’ingresso ad offerta sarà destinato al restauro del dipinto della Madonna del Pontevecchio, attribuito a Stefano Bardini, famoso artista ed antiquario che ebbe i natali a Pieve poi trasferitosi a Firenze, divenuto noto nel mondo come il primo e forse più importante antiquario italiano, che salvò tanto patrimonio artistico italiano a cavallo fra '800 e '900. Il quadro che era posizionato, dagli inizi del '900, in una edicola posta nella piccola piazzetta del Pontevecchio a Pieve Santo Stefano, è ora in restauro nelle esperte mani della D.ssa Daniela De Ritis di Sansepolcro. “Noi amiamo i piccoli Teatri di paese e quando Andrea Sari e Luca Gradi ci hanno proposto di portare in scena la nostra nuova commedia a Pieve Santo Stefano ci è bastato un breve sopralluogo per innamorarsi del posto.

La finalità della serata, la raccolta fondi per il restauro della Madonna della Pieve Vecchia, una edicola a cui i pievani tengono molto ci è sembrata una bella idea. Tra l’altro reciteremo l’8 dicembre proprio il giorno della festa dedicata alla Madonna. Un’iniziativa che parte dal basso, dalla gente come è per la Compagnia del Polvarone - ci racconta Ivo Sodi Responsabile della Compagnia Teatrale - Anche noi siamo nati dal basso. Abbiamo attinto dalla nostra storia, dalle nostre radici. La nostra spontaneità e la nostra fantasia, in pochi anni, ha aggiunto valore a un gruppo che fa teatro per divertimento ma anche con grande passione e professionalità, mantenendo intatta la radice amatoriale”. Commedia in vernacolo, scritta e diretta da Roberta Sodi con la scenografia di Paolo Cascianini, è una divertente pièce natalizia giocata sull'equivoco, che prosegue la tradizione popolare e ironica del gruppo teatrale, che da sempre raccoglie consensi di pubblico e di critica. Si tratta di una anteprima del nuovo spettacolo, che verrà poi replicato al teatro Petrarca di Arezzo durante le vacanze di Natale. “Una coincidenza fortunata. Ci siamo conosciuti per il tramite di Paolo Cascianini, pievano doc, che fa delle formidabili scenografie.

Cercavano di allargare le loro esperienze e siccome a noi piace aprire il Teatro alle compagnie amatoriali ci siamo trovati - ha affermato l’Assessore Luca Gradi - L'8 è data scelta assieme ed essendo la festa della Madonna si vede che era nel cielo che ci si dovesse incontrare anche per raccogliere fondi per quel quadro cosi prezioso che per i cittadini di Pieve rappresenta moltissimo”. Siamo negli anni ’60, Vigilia di Natale in casa Capitani. Il Nanni e la Pietrina sono due vecchietti arguti e arzilli che continuano a punzecchiarsi, sul filo di una gelosia mai sopita. Pietrina è in perenne contrasto anche con il genero Damiano che ogni anno prepara con grande cura il tradizionale presepe. Ersilia, moglie di Damiano, presa dai preparativi per il pranzo di Natale, si adopera sempre in direzione di una intermediazione tra i due, oltre a gestire un campanello che suona in continuazione per l’interminabile processione di parenti e vicini che vengono a curiosare o spettegolare. Il giorno di Natale, rispettando una tradizione senza tempo, la casa si riempie di figli, nuore, nipoti, tutto sembra pronto per il grande pranzo ma un arrivo imprevisto sconvolge il delicato equilibrio. Si accendono, in un crescendo di ricordi, vecchie gelosie ma nuovi equilibri finiranno per stabilirsi e per regalare al pubblico una mirabolante pagina di una storia familiare corale, tutta italiana, nella quale in molti si riconosceranno senza alcuna fatica. “Le festività di Natale sono i momenti in cui da sempre le famiglie si riuniscono e nonostante antichi dissapori, riemerge l’importanza dei vecchi che trasmettono ai più giovani principi morali e valori che restano inalterati nel tempo – racconta Ivo Sodi - La nostra Compagnia si diverte moltissimo sul palco. Per noi ogni serata è unica e diversa dalla precedente; al di là della validità della commedia, queste nostre emozioni e spontaneità sono percepite dal pubblico come un valore aggiunto.

Noi abbiamo da sempre l’abitudine dopo lo spettacolo di scendere in mezzo al pubblico e il complimento più bello, che ci ripaga dell’impegno e del tempo che dedichiamo al nostro modo di fare Teatro, è sentirci dire: Ci avete regalato due ore di serenità, ci siamo dimenticati per un po’ dei nostri problemi!” Una serata da non perdere, affidati all’esperienza di chi conosce bene il modo di far ridere la gente, ma anche una serata che comunica tutta l’energia di una storia di un paese che accorre serafico alla corte di quanti lavorano tenacemente per salvare un piccolo grande capolavoro locale.