Francesco Niccolini
Francesco Niccolini

Arezzo 14 gennaio 2020 - Non hanno un nome nonno e nipote,  così come non lo ha il villaggio in cui vivono ai margini della grande foresta. C’è la natura che sempre buona non è ma esige rispetto. C’è il capocaccia che impone le regole. C’è il lupo che sempre cattivo non è, procura il cibo al fratello zoppo ma alla fine dovrà soccombere all’uomo. C’è il ciclo della vita: se salvi la ragnatela condanni gli insetti, se rompi la ragnatela condanni il ragno. Un libro scritto per i ragazzi e pensato per gli adulti “Il lupo e la farfalla” (Mondadori Contemporanea) che lo scrittore e drammaturgo aretino Francesco Niccolini presenta ad Arezzo alla libreria  La casa sull’albero venerdì 17 gennaio alle 18. Un primo romanzo nato dall’esperienza teatrale dello spettacolo “La grande foresta” scritto con Luigi D’Elia (oltre un centinaio di repliche  fino in Cile) e che ha appena vinto il premio “Laura Orvieto” del Gabinetto Vieusseux, Un libro disegnato da Carla Manea intriso di nostalgia e di ricordi, di un nonno cacciatore che insegna al nipote l’amore e il rispetto per la natura e il bosco, a orientarsi sui sentieri, a riconoscere le orme degli animali, ad affrontare la fatica e la montagna, ad ascoltare il grande silenzio.

“Sto facendo tantissime presentazioni e non mi aspettavo tutta questa attenzione, per me è una felicità, e l’effetto è proprio questo - spiega Niccolini - grande nostalgia negli adulti e fascino esotico per i bambini che questo mondo non lo hanno mai conosciuto. Spesso mi rimproverano che non do’ troppe risposte in questo romanzo, ma è come quando trovi una vecchia foto ingiallita, non conosci la vita di quelle persone, ma la immagini”. In questo mondo lontano, nel bosco muore una bambina. “E’ una storia vera, mi è stata raccontata da un amico. Così come è vera la caccia all’ultimo lupo in un bosco della Puglia a fine ‘800. E’ stata questa la scintilla. Dare la colpa al lupo nel libro diventa la cosa più facile. Ucciderlo placherà l’odio che si è scatenato in paese. Una contraddizione, ma fa parte del genere umano, come quando fai una scelta sbagliata nella vita, spesso non ha conseguenze, a volte ne ha di terribili”. Da buon camminatore in Trentino, dove ogni estate tiene un laboratorio di narrazione al festival Montagnalibri, Niccolini accompagna lungo i sentieri in quota fino alla spianata del grande larice dove vivono le farfalle nere. Sì, esistono anche loro. Simbolo di un mondo così delicato che se lo tocchi muore.