Lido di Camaiore 7 dicembre 2017 - Rivoluzione nei campo di calcio a 5. E’ la prima assoluta sperimentazione in tutta Italia dell’utilizzo della Var (video assistant referee) legata al calcetto e l’idea è venita alla mente brillante di un viareggino e carnevalaro, Christian Grossi presidente della Futsal Entertainment, associazione sportiva di base, che organizza un campionato di calcetto al Bertola tennis club asd di Lido di Camaiore. «Sono orgoglioso – dice lo stesso Christian mentre da solo monta tutta la struttura necessaria – di aver avuto per primo in tutta Italia questa idea e ho già sentito dire in giro che questa mia iniziativa potrebbe fare scuola perché nei campionati di calcetto gli animi spesso si scaldano e quindi, per tutelare la stessa incolumità degli arbitri, è bene cercare delle soluzioni e questa mi sembra la migliore possibile».

Nello specifico all’altezza dell’arco dell’area di rigore Christian ha installato una telecamera – quindi quattro in totale dato che i campi interessati sono due –. Telecamera che grazie ad una visione grandangolare osserva tutto ciò che avviene all’interno dell’area di rigore e controlla anche la linea di porta. «In questo modo – sottolinea – si risolverà l’annoso problema del ‘gol non gol’’ e poi si potranno sviscerare eventuali falli da rigore». Sarà però l’arbitro, a sua assoluta discrezione, a richiedere di avvalersi dell’utilizzo della tecnologia. 
 
«Io seguirò – spiega nel dettaglio Christian – sotto un gazebo e davanti ad uno schermo diviso in quattro e collegato ad un decoder, a sua volte collegato con 60 metri di cavo alle telecamere, le partite che verrano registrate in presa diretta e se l’arbitro vorrà il mio aiuto io riporterò indietro le immagini esattamente al punto richiestomi. Ci tengo a sottolineare – specifica ancora – che, al contrario di ciò che avviene per il calcio ad 1, io non potrò chiamare l’arbitro per rifargli vedere un determinato episodio dubbio».

Ma le novità – anzi le innovazioni – non finiscono qui perché Christian ha anche pensato al «silent check» concedendo ad ogni squadra la possibilità di richiedere, una volta per tempo, la verifica di una specifica azione avvenuta dentro o vicino l’area di rigore. «L’idea – conclude – mi è venuta pensando al famoso ‘occhio di falco’ che c’è nel tennis. Credo sia un’ulteriore passo in avanti verso la totale limpidezza nella gestione delle partite».