Viareggio, 29 novembre 2017 - «Solo silenzio». Che non disturba mai. Nessuno. L’ultima tappa del rapido di Matteo Renzi è alla Casina dei Ricordi di via Porta Pietrasanta, al margine della ferrovia. Una visita composta, intima. Niente selfie, pose, battute. Il segretario del Partito democratico si ferma nel tempio della memoria, una visita intima. Guarda le fotografie dell’esplosione del 29 giugno, legge i ricordi di quella notte d’inferno, le pagine dei giornali. Si ferma di fronte ai volti di Luca e Lorenzo Piagentini. Lascia un fiore e una preghiera di fronte ai bambini; vittime, come i grandi, della strage di via Ponchielli. Proviamo a portargli il messaggio dei familiari delle 32 vittime e di Viareggio tutta, gli chiediamo perché lo Stato non si è costituito parte civile nel processo. Proviamo a raccontargli l’amarezza di una comunità che deve accettare la prescrizione, che cancellerà il reato di incendio. Come se il fuoco quella notte non ci fosse stato. Ma ci ferma: «Solo silenzio», ci dice. Prima di andarsene. Lasciando comunque il suo messaggio sul tema della sicurezza dei trasporti ferroviari: «Non sarà solo un impegno del Partito Democratico – dice Matteo Renzi – . Ma di tutto il governo».

Alla stazione di Viareggio il treno espresso speciale del Pd è arrivato puntualmente in ritardo. Almeno una ventina di minuti. Ad attendere l’ex premier sul binario 1 un acquazzone invernale e una piccola folla di iscritti al Pd. Tra gli ex sindaci, Leonardo Betti e Umberto Buratti, un po’ defilato c’è anche il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto. Le «Leopoldine» sono in prima fila, così si chiamano le renziane di ferro. Tra queste è riuscito a farsi spazio un militante della prima ora, che riesce a consegnare al segretario rottamatore una busta. Renzi la apre, e dentro trova due foto della nonna Maria (Maria Bovoli) che canta ad una festa organizzata ai Poveri Vecchi.

«Questa – è sorpreso Renzi – la metto subito al sicuro». E se la infila sotto la giacca. E’ uno dei tanti doni pre natalizi che porterà a casa da Viareggio. Alla Cittadella del Carnevale, dove ha incontrato i carristi e gli immancabili balneari radunati in presidio nella rotonda di Re Carnevale, ha ricevuto la sua caricatura di cartapesta («è come guardarsi allo specchio» scherza) realizzata dal mascheratista Davis Serra. Passa dalla supervisione delle guardie del corpo anche il vassoio di budini di riso di Galliano. Ancora tiepidi. Provano rapidamente a spiegargli le caratteristiche dei mitici dolcetti, ma Renzi interrompe tutti: «Pensate che non li conosca? Dopo la maturità con i miei compagni salimmo in auto e ci fermammo proprio da Galliano. Per un budino». Saluta tutti Renzi, dopo aver conversato con gli artisti viareggini e affrontato i balneari durante una riunione a porte chiuse. Monta in auto, e invece di riprendere subito il treno espresso speciale che lo porterà a Massa, decide di fermarsi alla Casina dei Ricordi. Lì, dove ha pregato in silenzio.