Toscana, 4 marzo 2016 - "Se andate in Toscana vaccinatevi". Il messaggio laconico e lapidario uscito dal dicastero del ministro della salute Beatrice Lorenzin ha creato non poco scompiglio tra toscani, potenziali turisti e commercianti. Un vero terremoto che non ha fatto altro che aumentatare da una parte la paura e l'allarmismo per il batterio killer e dall'altra i timori per le possibili ripercussioni sul comparto turistico. A calmare le acque, oggi, una nota dello stesso ministero guidato dalla Lorenzin che ha voluto precisare come in realtà il monito della vaccinazione per chi si reca in Toscana non è tanto per il turista che ci sta qualche giorno ma per chi si trattiene nella regione per lunghi periodi: "Il ministero della Salute ha soltanto inteso fornire analoga raccomandazione ai residenti di altre Regioni che rimangano per periodi prolungati nelle stesse aree del territorio toscano. In tale evenienza, la vaccinazione, in coerenza con quanto disposto dalla Regione Toscana per i propri residenti, va effettuata da parte delle Regioni di residenza stabile di coloro che, ad esempio per motivi lavorativi o di studio, si rechino e permangano nelle stesse zone per periodi prolungati, così da garantire una copertura vaccinale omogenea e non creare situazioni di vulnerabilità, a tutela e rafforzamento della campagna vaccinale decisa dalla Regione Toscana». La raccomandazione, chiarisce la nota, «non può ovviamente riguardare coloro che si recano nei territori toscani saltuariamente e per brevi periodi, ad esempio per finalità turistiche».

Soddisfatto l'assessore al Turismo, Stefano Ciuoffo che interviene per rassicurare commercianti e operatori turistici preoccupati dopo la prima uscita della circolare ministeriale. "Apprendo con piacere- spiega Ciuoffo- la puntualizzazione del ministero della Salute. La Regione e tutto il suo sistema sanitario, del resto, sono impegnati per contrastare e prevenire la diffusione del meningococco, in stretta collaborazione con lo stesso ministero. La Toscana e' una destinazione sicura- sottolinea- ed e' pronta, come sempre, ad accogliere visitatori e turisti".

Intanto i medici della Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) ricordano che le vaccinazioni funzionano, ma è importante attuare una maggiore copertura vaccinale anche tra le fasce di età più adulte, che al momento sono le più a rischio. Invitando a fare attenzione ai luoghi affollati.

Queste le indicazioni:

NUOVI CASI DI MENINGITE - La Toscana è interessata da un incremento significativo del numero di casi di casi di malattia invasiva da meningococco di tipo C dalla scorso gennaio 2015. Nello scorso anno sono stati documentati 42 casi con 10 morti; dal gennaio 2016, invece, 10 i casi e 4 i decessi. Questa epidemia interessa solo alcune zone della Toscana: la provincia di Firenze, di Prato, di Pistoia e di Empoli, ossia la parte centrale e fiorentina con estensione lungo la valle dell'Arno. Quest'area è anche quella a maggiore densità della regione, e questo può aiutare a capire quello che sta avvenendo. Di seguito le specifiche di questo caso e i consigli della SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.

LE TRE CARATTERISTICHE DEL BATTERIO - «Abbiamo a che fare con un ceppo particolarmente aggressivo (ST11), che provoca più morti e sepsi aggressive a decorso più rapido rispetto alle meningiti - spiega Francesco Menichetti, primario del reparto Malattie infettive all'ospedale di Cisanello e membro SIMIT - La prima caratteristica è che circola nei portatori in modo più significativo, nonostante il dato non sia stato ancora confermato. La seconda peculiarità è che questo ceppo non rispetta la stagionalità: durante i mesi tiepidi, infatti, il meningococco scompare. Infine non rispetta i gruppi di età, perché ha interessato anche adulti ed anziani, quando solitamente questo tipo di malattia è del giovane o giovane adulto».

LE MISURE DI PREVENZIONE - Le autorità sanitarie hanno intrapreso una importante campagna vaccinale, ancora in corso, che offre il vaccino a gran parte della popolazione toscana, in particolare ai giovani dagli 11 ai 20 anni, fino ai 45 anni e tende quest'offerta, volontaria ma gratuita, dopo i 45 nelle province di Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli. «È un grosso impegno - aggiunge Menichetti - che la Regione Toscana ha assunto in accordo con il Ministero della Sanità e con l'Istituto Superiore di Sanità. Fino alla fine dell'anno scorso i vaccinati non erano tanti, appena 250mila. Ora si spera, con questa accelerazione, aumentino in modo tangibile sino al raggiungimento dell'immunità di gregge».

L'ALLARME E I CONSIGLI - Le procedure di vaccinazione funzionano, ma è importante attuare una maggiore copertura vaccinale anche tra le fasce di età più adulte, che al momento sono le più a rischio. C'è grande attenzione, e una quota giustificabile di paura, che si trasformano però in azioni preventive e di controllo che non devono generare alcun allarme per il turismo. «Chi vuole venire in Toscana può continuare a farlo tranquillamente, senza rischi, avendo solo cura di evitare luoghi affollati e chiusi. Questo basta per continuare a godere delle bellezze della nostra Regione», conclude lo specialista.