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"Cantieri sani
senza le lusinghe
della finanza"

Assemblea di Confindustria all'Azimut: Vitelli chiede senso di responsabilità per vincere la crisi

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Gli industriali toscani alla seconda assise di Confindustria (Foto Umicini)

Viareggio, 25 settembre 2010 - I problemi del porto in primo piano all’assemblea regionale di Confindustria, tenutasi ieri mattina in un capannone dell’Azimut trasformato in auditorium tecnologico, alla presenza della rpesidente Emma Marcegaglia. Il padrone di casa, Paolo Vitelli, non s’è limitato a ricordare i pregi della cantieristica da diporto: ha anche criticato la "caccia alle streghe" scatenata d’estate coi controlli fiscali agli yacht, scappati nei porti francesi, e i guai storici dell’approdo viareggino, a cominciare dal mai risolto insabbiamento.

 

"Se Benetti è nato nel 1873 — ha esordito Vitelli — oggi l’Azimut è la prima azienda al mondo nel settore dei grandi yacht, e la prima azienda privata, che fa onore a Viareggio. Il nostro settore vive di vita propria con una filiera completa che riguarda il bello, il made in Italy. Siamo la dimostrazione dell’importanza dell’impresa privata e di famiglia, rimasta lontana dalle lusinghe della finanza, che può guardare al futuro con serenità e punta al cliente quale priorità assoluta. A Viareggio sono tante le imprese familiari della nautica: Fabio Perini, un marchio di qualità assoluta nel mkndo; Codecasa, che pure non s’è lasciato abbindolare dalla finanza; il mio amico Balducci che ha acquistato con molto coraggio il marchio Baglietto (e qui l’assemblea è scoppiata in un applauso fragoroso; Ndr). Le nostre aziende hanno bisogno di una sola cosa: il senso di responsabilità come nel dopoguerra quando la Costituzione fu approvata in un solo anno. Oggi il senso di responsabilità deve toccare tutti, gli imprenditori ma anche il sociale nei nostri confronti. E serve responsabilità verso i clienti con qualità, servizi, assistenza richiesti dal mercato internazionale. Ma chiedo responsabilità agli amministratori dopo la caccia alle streghe per le tasse, con yacht fermati 6 o 7 volte in mare dalla Guardia di finanza per i controlli all’evasione. Le regole non chiare hanno provocato la fuga verso i porti francesi, con una grave perdita di turismo. Sì ai controlli, ma con regole chiare".

 

"A Viareggio — ha concluso il patron dell’Azimut — viene costruito il 30% delle grandi barche che l’Italia esporta nel mondo. Le autorità regionali mettano a posto il porto. La nautica è una bandiera del bello nel mondo, da a differenza di altri settori noi facciamo tutto in Italia e non portiamo la produzione in Cina o in India. Il nostro fatturato è realizzato interamente nel nostro Paese".

 

A Vitelli ha risposto il sindaco Luca Lunardini con "l’impegno assoluto a risolvere i problemi del porto", e con la rappresentazione di "qualche segnale di bel tempo dopo la crisi". Per il presidente della Provincia Stefano Baccelli invece la ripresa è labile come dimostrano i tassi di sisoccupazione: "Tra i giovani di età 15-20 anni in cerca di lavoro è il 27,9%, e tra le sole donne della stessa fascia d’età il 40%". Dati interessanti per chi in città, a sinistra, chiede politiche giovanili che hanno come priorità i locali del divertimento. Tra le cause della stagnazione, per Baccelli, "la mancanza di investimenti nazionali nelle infrastrutture, come ferrovie e viabilità, a cominciare dai ritardi della variante Aurelia della Versilia".


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