Influenza futurista
Dal 10 ottobre
alla Galleria 'Viani'

Grand esposizione fino al 20 dicembre alla galleria d'Arte Moderna e Contemporanea 'Lorenzo Viani'. Viareggio si trasforma nella capitale del Futurismo Balneare

| | condividi
Depero, "Bagnanti"
Depero, "Bagnanti"

Viareggio, 1 ottobre 2009 - Con l'autunno arriva l’influenza... futurista. Il vento della vivacità e del dinamismo, il chiasso e il caos, l’impulso di trasformazione e rinnovamente si preparano a contagiare gli amanti dell’arte e non. Viareggio infatti si ripropone capitale del Futurismo balneare e lo fa con una mostra che rivisita e rimette in primo piano il fecondo rapporto instaurato dalla Versilia con il movimento capitanato da Filippo Tommaso Marinetti.

Dal 10 ottobre al 20 dicembre la Galleria d’Arte moderna e contemporanea ‘Lorenzo Viani’, ospiterà una rassegna dedicata proprio al «Futurismo a Viareggio e in Versilia. Accadimenti e riflessi dal 1918 al 1940». L’esposizione, curata da Alessandra Belluomini Pucci, neo direttore della Galleria e dallo storico Riccardo Mazzoni, con il patrocinio dell’assessore comunale alla cultura Ciro Costagliola, prende le mosse dalla rievocazione della storica esposizione del 1918 e accompagna il visitatore attraverso un viaggio in un’epoca, quella a cavallo delle due guerre, non lontanissima e intellettualmente vivace.

Si parte dunque da un’estate di novantuno anni fa quando in riva al mare, all’hotel Kursaal, la Metafisica di Giorgio De Chirico e Carlo Carrà incontrò il secondo futurismo di Forunato Depero, Enrico Prampolini, Primo Conti e Achille Lega nella prestigiosa mostra, memoria di una Viareggio brillante, «La pittura d’avanguardia italiana».
 

Delle opere presenti nell’esposizione dell’epoca vengono riproposte la splendida tela ‘Bagnanti’ di Fortunato Depero, simbolo del Futurismo balneare e immagine emblema della rassegna, ‘Profughe alla stazione’ di Primo Conti e il bronzeo scultoreo ‘Ritratto di Bino Sanminiatelli’ di Enrico Prampolini. Una particolare attenzione è riservata all’evoluzione pittorica di di Primo Conti e alle opere realizzate sotto l’incantesimo di Viareggio, dove l’artista abitò nei primi anni del XX secolo, da ‘Autoritratto con accappatoi’ a ‘Darsena a Viareggio’ e ancora una delle migliori opere futuristiche proveniente dalla Fondazione Conti: ‘Saltimbanco’.

Ampio spazio anche a Depero del quale viene presentato un nucleo significativo di lavori maturati nel soggiorno viareggino, tra cui ‘Scena Caprese’ realizzata in collaborazione con la moglie Rosetta Amadori. Di Moses Levy, oltre al suo dipinto più dichiaratamente futurista, ‘Il tram n. 7’, vengono proposti ‘Cinema Eolo’ e ‘Folla sul lungomare di Viareggio’. E ancora Mario Guido Del Monte, Gerardo Dottori, Lega Achille, Ram, Venna Lucio, Soffici Ardengo e altri, per un totale di 48 opere pittoriche e scultoree in esposizione. Il viaggio prosegue con l’analisi dell’influsso futurista nelle opere di Lorenzo Viani, un ritratto inedito del genio viareggino attraverso l’approfondimento della personale allestita dall’artista nel 1930 a Villa Paolina e capolavori come ‘Il cantastorie e il cieco’. Ampio spazio anche al pittore e disegnatore Uberto Bonetti.

Ulteriori sezioni sono dedicate al rapporto della corrente con gli spettacoli e gli eventi ludici che contrassegnarono la vita mondana di una Versilia consacrata a cenacolo dell’arte. «La Versilia — racconta Riccardo Mazzoni — in quel periodo era centro incontrastato non solo dell’arte ma anche della cultura e dello spettacolo italiani. Basti pensare che nell’estate del 1928, al Politeama si esibiva la compagnia di Luigi Pirandello con Marta Abba e nella stessa serata, pochi passi più in là, all’Eden, Ettore Petrolini proponeva il suo Gastone. E ancora nell’estate del 1935 l’ipotetico spettatore si trovava a scegliere tra ‘Natale in casa Cupiello’, al Politeama, con Eduardo, Tatiana e Peppino De Filippo mentre l’Eden rispondeva con Totò e la sua nuova rivista. Questa era Viareggio».

Martina Del Chicca

Articoli più commentati
Sondaggi più recenti