Viareggio, 6 settembre 2017 - Sotto la sua protezione è cresciuto il borgo di Viareggio, il suo profilo è quello materno, è la porta di casa. Della «su’» Torre Matilde Carlo Francesconi ha scritto «Sbatacchiata dal vento e sempre fiera/che di Viareggio rappresenti il côre». E non potremmo usare altre parole. Questa straordinaria testimone del tempo, roccaforte dell’identità, delle fatiche e delle speranze dei viareggini, riaprirà a giorni il suo ventre. Che fu presidio militare e poi carcere; ma che ha vissuto, negli anni, lunghi periodi d’oblio.

L’OCCASIONE, speriamo non sia l’unica, si accavalla con la festa delle baldorie; l’antico rito collettivo di devota gratitudine alla Madonna istituito nel 1854, quando il borgo fu liberato dal colera. Alcune opere del maestro Giovanni Lazzerini, detto Menghino, saranno collocate con la collaborazione dell’associazione Terra di Viareggio all’interno del fortino, che resterà aperto da venerdì a domenica, dalle 17 alle 20.

E’ RIMASTA serrata in se stessa, a custode la sua e le lotte dei viareggini, dal 22 agosto 2012. Sono passati cinque anni da quando, per disposizione dell’allora dirigente ai lavori pubblici, la Torre Matilde fu chiusa in quanto priva di un impianto elettrico a norma. All’epoca furono stimati 50mila euro di lavori per gli interventi di riqualificazione. Non sappiamo cosa sia cambiato da allora: «ma se la riapriamo – ci ha detto il vicesindaco Valter Alberici – vuol dire che i problemi sono stati superati». Questa mattina gli operatori di Sea riapriranno la porticina d’ingresso, e inizieranno le pulizie straordinarie.

Martina Del Chicca