Massarosa (Lucca), 10 febbraio 2018 - Il caos di giovedì sera a Massarosa potrebbe avere conseguenze. Polizia e Digos stanno visionando i filmati fatti dalla scientifica per individuare responsabili di eventuali reati. Alcuni agenti sarebbero rimasti contusi: era stato consentito un presidio ma è accaduto altro, e potrebbe esserci anche il problema della manifestazione non autorizzata. E ieri l’Anpi, che ha organizzato il pacifico presidio iniziale contro Casapound, ha voluto "prendere le distanze da chi ha provocato disordini". In effetti le prime foto della serata vedono gente tranquilla col Tricolore e mazzi di fiori da deporre al monumento a Taddei. Poi tutto è cambiato. "Non ci fermeranno di certo le cariche della polizia, ci ritroverete in piazza ogni qualvolta lo riterremo necessario", ha scritto ieri Mario Giannelli per Repubblica viareggina.

Intanto le associazioni di base e Rifondazione se la prendono di nuovo col sindaco Mungai. "Ho un mal di testa terribile perché ho preso una manganellata in testa – racconta Nicolò Martinelli, segretario di Rifondazione Comunista – e ho sette giorni di referto – Non dovrebbe essere la società civile a mobilitarsi, semmai le organizzazioni come Casapound dovrebbero essere sciolte. Mungai è ingeneroso a gettare tutto in un unico calderone, anche perché al presidio hanno partecipato alcuni dei suoi. Riteniamo che avrebbe potuto indicare un luogo diverso per lo svolgimento dell’iniziativa".

Sulla stessa lunghezza d’onda viaggia Repubblica Viareggina: "Quanto è accaduto è principalmente responsabilità del sindaco del Pd Franco Mungai che poteva trovare alternative legali per non concedere ai fascisti del terzo millennio la sala – scrivono i militanti – ma il sindaco non ha voluto. Eravamo in piazza nel rispetto della Costituzioni, mentre altrettanto non si può dire di Casapound".

Sulla costituzionalità del partito di ultra-destra (che comunque è stato ammesso alle elezioni) si interroga anche il Cantiere Sociale Versiliese: "I fascisti di Casapound non devono avere alcuna agibilità politica – si legge in un comunicato – mentre in municipio si raccontavano le loro proposte demagogiche, fuori la polizia caricava ingiustamente i manifestanti. Il Pd e il sindaco Mungai hanno disatteso l’ordine del giorno che nega gli spazi ai fascisti. C’è chi l’antifascismo lo vive come esercizio quotidiano e chi lo usa come slogan elettorale: questa è la differenza tra noi e il centrosinistra".

Anche la lista Potere al Popolo offre la sua ricostruzione degli eventi: "L’incapacità del sindaco ha rischiato di provocare dei seri problemi di ordine pubblico, non avendo mantenuto la promessa di negare gli spazi alle forze neofasciste». Non mancano critiche alla gestione dell’ordine pubblico "con cariche, manganellate e provocazioni gratuite. Di fronte all’antifascismo aventiniano, abbiamo deciso di riprenderci la piazza affrontando i manganelli della polizia che ha caricato a freddo, provocando alcuni contusi tra cui una signora 70enne. Dopo queste tensioni abbiamo deciso di occupare simbolicamente la sede del Pd che giudichiamo tra i principali responsabili dello sdoganamento fascista e del grave clima di intolleranza che si respira nel Paese".