Viareggio, 31 gennaio 2018 - SONO parole che lasciano il segno quelle messe nero su bianco da Marco Piagentini a nome dei familiari delle vittime della strage. Il bersaglio è il ministro dei trasporti e delle infrastrutture Graziano Del Rio, cui l’associazione «Il mondo che vorrei» ha scritto una lettera a seguito dell’ultimo incidente ferroviario alle porte di Milano dove hanno perso la vitra tre donne. Partiamo dall’ultima parte della lettera, perché è quella decisamente più significativa: «Ci aspettavamo che il giorno dopo la lettura in aula della sentenza di condanna per il disastro ferroviario di Viareggio – scrive Marco Piagentini – Lei sobbalzasse sulla sedia e che immediatamente aprisse un’indagine seria e approfondita su tutti gli argomenti trattati, e non che Lei si preoccupasse degli anni di condanna dell’ingegner Moretti! Se avesse posto più attenzione ai contenuti del lavoro di quei magistrati, come il Suo ruolo richiede, forse si sarebbe accorto che avrebbe potuto intervenire in maniera decisiva ed evitare il succedersi di tanti incidenti avvenuti in seguito; sarebbe stato molto più importante che richiedere oggi indagini severe e veloci ad incidente avvenuto. Lei poteva prevenire (e lo scrive in lettere maiuscole, ndr) se avesse letto con attenzione ciò che i giudici di Lucca avevano più volte sottolineato. Crediamo che ci debba delle risposte dettagliate e urgenti, noi aspetteremo con la pazienza e la dignità che ci ha sempre contraddistinto in questi anni, mettendo nel nostro fardello anche il dolore per la tragedia di Pioltello».

Nella sua lettera Marco Piagentini ricorda al ministro Del Rio che «in questi anni abbiamo lavorato quotidianamente sui temi della sicurezza ferroviaria, siamo stati protagonisti di innumerevoli incontri con la cittadinanza su tutto il territorio nazionale, abbiamo bussato a molte porte dell’apparato istituzionale portando all’attenzione di molti consigli comunali, documenti che hanno ritenuto far propri; abbiamo ottenuto anche buoni risultati, basti guardare le tante iniziative culturali sorte a margine di quella che è ormai nota come la strage di Viareggio. Siamo stati instancabili e mai ci siamo arresi davanti alle difficoltà trovate su questo percorso, al nostro fianco ci sono i ferrovieri che hanno contribuito a dare qualità alla nostra battaglia. Dopo anni siamo finalmente riusciti ad arrivare all’incontro con l’interlocutore principe su questi temi: l’Ansf, ma purtroppo nella stessa data si è verificata l’ennesima tragedia sui binari italiani, l’incidente di Pioltello, e come Lei può ben intuire per noi é stato un momento di grande dolore e frustrazione. Quel giorno con l’ANSF volevamo principalmente sapere e capire che impatto avesse avuto la sentenza del nostro processo, ma ancora di più le sue motivazioni sui loro progetti di lavoro». Pioltello ha dato le risposte.

Paolo Di Grazia