Viareggio, 14 giugno 2017 - L’ULTIMA ipotesi è quella di smantellare l’intero loggiato delle pescherie in piazza Cavour; perché «è brutto» ha detto il vicesindacoValter Alberici lasciando cadere l’idea sul tavolo convocato ‘informalmente’ dall’amministrazione con i (pochi rimasti) concessionari dei fondi comunali dei loggiati. Tralasciando che non è poi così brutto, al più trascurato poiché dal 2000 non è mai stato oggetto di alcun intervento di manutenzione, e che se fosse pieno di attività, e non semi chiuso, avrebbe tutto un altro aspetto; queste poche parole sono bastate per far trasecolare gli operatori del mercato. E infuriare i tre gestori delle pescherie. «La verità – dice Patrizia Lazzerini, – è che non abbiamo ancora capito quali sono i piani e il progetto di rilancio dell’amministrazione per la zona del mercato, che così non potrà andare avanti ancora per molto».

Oltre a sbaraccare il piccolo mercato del pesce, per fare spazio ad una piazza, la volontà sarebbe quella di dare in concessione gli altri loggiati ad un unico soggetto. Un imprenditore, un gruppo, una multinazionale... qualcuno disposto a finanziarie un complessivo intervento di restauro dell’area. Di tutta l’area. Ma alla domanda: «C’è davvero un soggetto interessato? E nel caso non ci fosse, c’è almeno un piano B?» i commercianti del Piazzone non hanno ottenuto alcuna risposta. E’ a quel punto che Riccardo Patalani ha battuto i pugni sul tavolo, riproponendo all’amministrazione il suo progetto della ‘Cittadella del gusto’ sostenuto da una cordata di imprenditori locali, con tanto di nome e cognome, disposti a rilevare come un’unica società i loggiati del Belluomini. «Ma la nostra intenzione – ha ribadito Alberici – è quella di dare in concessione tutti i loggiati, non solo quello del Belluomini. Ma se vorrete, quando uscirà il bando, potrete partecipare alla gara...» Tutto qui.

«Intanto il mercato continua a svuotarsi, vengono smantellati i banchi chiusi – interviene Stefano Lazzarini, presidente del Centro commerciale naturale –; ma così facendo non si crea nulla di nuovo. Resta solo un gran confusione, incertezza e timore per il futuro». C’è infatti una clausola nel contratto di concessione sottoposto dalla giunta agli storici affidatari dei negozi delle logge che minaccia l’esistenza delle attività: «qualora si pervenga a una nuova riorganizzazione dell’area mercatale – dice il contratto –, il comune avrà facoltà di risolvere la concessione regolarizzata con semplice comunicazione». Un cavillo già da tempo messo in evidenza da «La Nazione». Per questo nessuno ha ancora firmato, per questo il contratto nato per regolarizzare dopo anni di gestione delle logge alla ‘viareggina’, è finito sulle scrivanie di commercialisti e avvocati di tutta la città. «Questo documento – sintetizza Lazzerini – contiene molte garanzie nero su bianco per il Comune. Per gli esercenti solo parole a voce». E di garanzie verbali, i negozianti del Piazzone, negli anni ne hanno ricevute a paccate. Ma siamo ancora qui, agli smantellamenti. E intanto in tre anni hanno chiuso 60 attività.

Martina Del Chicca