Pietrasanta, 1 febbraio 2018 - La comunicazione è arrivata poche settimane fa, costringendo la dirigenza scolastica a fare i salti mortali per le iscrizioni. Ma il sogno, per l’istituto tecnico "Don Lazzeri", si è avverato: se l’anno in corso ha registrato la partenza dell’indirizzo agrario, l’unico presente in Versilia, nel 2018-2019 a ragioneria sarà infatti attivato il progetto di sperimentazione quadriennale nell’indirizzo amministrazione, finanza e marketing. Il via libera del ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) ha un grande valore per l’istituto pietrasantino, uno dei 100 scelti in tutta Italia per questa sperimentazione, di cui solo sei in Toscana e due nella provincia di Lucca (l’altra è una scuola privata).

"Dopo l’agrario – annuncia il dirigente reggente Andrea Menchetti – saremo ancora una volta gli unici in Versilia ad attivare una novità molto importante. Parliamo di studenti che entreranno nel mondo universitario o del lavoro a 18 anni anziché a 19. Il Miur ha scelto infatti il ‘Don Lazzeri’ per testare un percorso, già presente in molto Paesi all’estero, che ‘comprime’ in quattro anni quello tradizionale di cinque anni".

L’innovazione non riguarda solo l’aspetto numerico, ma prevede anche una diversa articolazione e rimodulazione del piano di studi e dell’orario scolastico, l’utilizzo di tecniche didattiche e laboratoriali digitali e l’uso della metodologia Clil per il potenziamento linguistico già dal terzo anno. «L’orario si articolerà su 40 ore, di 50 minuti ciascuna – va avanti la vice preside Floriana Santini – con orario 8-16 dal lunedì al venerdì. Ogni giorno sono previsti due intervalli di dieci minuti e una pausa pranzo di un’ora con servizio mensa. Le lezioni si terranno alla sede del biennio, al Sant’Agostino, e i genitori potranno iscrivere i propri figli entro il 6 febbraio: peccato per i tempi ristretti perché queste sono operazioni che richiedono in genere tre mesi, ma la notizia ci è arrivata soltanto il 28 dicembre». Mentre l’orario, come detto, sarà «compresso», tutto il resto resterà invariato, dalle materie fino all’esame di Stato.

«Quel che conta è l’aspetto innovativo – ribadisce la docente Daniela Calascioni – con i ragazzi che seguirano le lezioni in aule digitali. Non avranno bisogno di andare in laboratorio perché il laboratorio sarà la classe stessa. Ci saranno anche esercitazioni di casi pratici, l’abbinamento tra la lingua straniera e la certificazione che seguirà l’evoluzione dello studente, e la continuità lavorativa con la scuola media. Insomma, sarà un percorso solido e impegnativo che ha richiesto uno sforzo notevole in termini di organizzazione e progettazione. Una scommessa che ci trova molto motivati – conclude – a dimostrazione che questa scuola è dinanica e vuole investire su se stessa».

Daniele Masseglia