Viareggio, 31 agosto 2017 - LA RUGGINE come le rughe; Anna come la Magnani: «Ci ho messo 50 anni per dipingere di storia – uno spesso alone bruno-rossiccio – la mia bicicletta, non ci penso neppure a cancellarla». Da mezzo secolo la sua ‘graziellina’ puoi trovarla parcheggiata nella rastrelliera del bagno ‘Il Sole’, sul Lungomare. Mentre Anna Bacarelli dal 1953 è sempre lì, sotto alla prima tenda, quella che punta diritta sul mare. «Qui – racconta – conservo tutti i ricordi, i più belli e anche i più brutti». Oggi ha 81 anni, e una vita vissuta come una bella scampagnata in bicicletta, a volte controvento. Ma non ha mai perso il sorriso, e nemmeno quella bici che l’accompagna da 50 anni. «E’ incredibile che nessuno l’abbia ancora rubata»; intatta nonostante i segni del tempo, esattamente come i ricordi. «Quando la porto da Massimo – il ciclista della Pineta a cui si rivolge per il ‘tagliando’ stagionale – lo avverto: “guai se togli la ruggine”».

A Viareggio, Anna, ci è nata «prima di trasferirmi a Peretola. Quello sì che fu uno choc». Suo padre era economo all’Astor, da bambina giocava con i figli dell’alta borghesia italiana, gli Agnelli, i Bertolli... Accudita, anche lei, dalle tate in grembiule e cuffietta bianca. Ma è in montagna che ha incontrato l’amore, suo marito Mauro. Incrociando anche la strada di Grazia. Che diventerà sua cognata, oltre che amica. La migliore. E’ stata lei ad acquistare le due storiche ‘grazielline’, «Le usavo a Campi Bisenzio – dove Grazia abita con la famiglia –-. Il biglietto del pullman per andare a lavoro costava troppo, e la soluzione era pedalare». Poi le biciclette sono diventate le compagne estive di mille avveture, «usate ogni Ferragosto per andare a prendere il ghiaccio dove lasciare in fresco l’anguria per la cocomerata del bagno». Che ancora oggi si ritrova ogni giorno sotto la prima tenda, quella di Anna e Grazia. Per le chiacchiere, le confidenze, i consigli. Per Anna i clienti del bagno, il 3 luglio 2007, organizzarono una grande sorpresa. «Era il cinquantesimo anniversario di matrimonio, i parenti con una scusa invitarono me e mio marito a cena al Pino sul Tetto, dissi ‘Mauro, mettiti i pantaloni lunghi’».

Lo fece, «arrivati – racconta ancora Anna – all’ingresso il cameriere ci chiese se eravamo lì per la festa. Risposi di no, ma quando entrai... Sì, la festa era per noi. Che 50 anni prima ci sposammo da soli, con una cerimonia modesta». Neppure un mese dopo l’amore di Anna è volato via. «Te l’ho detto, Viareggio custodisce tutti i miei ricordi più belli e quelli più brutti...»

Ora la stagione volge al termine, Anna si commuove sempre quando arriva l’ora di riporre la sua ‘graziellina’. «Per noi l’estate finisce quando Anna e Grazia tornano a casa» dice la famiglia Lippi, titolare dello stabilimento Il sole. Ma ricomincerà, quando Anna e Grazia torneranno, pedalando. Su quelle biciclette, che hanno attraversato la storia balneare della nostra città.

Martina Del Chicca